Notizie e commenti

Gli screening di massa per la fibrillazione atriale

Dalla letteratura

Recentemente, l’Apple ha lanciato una nuova applicazione per l’Apple Watch, autorizzata dalla Food and Drug Administration, in grado di notificare il verificarsi di un episodio di fibrillazione atriale (FA). Come ben specificato, tuttavia, non è possibile smascherare tutti gli episodi e tale applicazione non dovrebbe essere utilizzata a fini diagnostici nei pazienti con episodi di fibrillazione atriale già nota. Nell’articolo pubblicato sull’American Journal of Medicine (1), Reiffel ha fornito una panoramica sulle metodiche a disposizione per ricercare la FA all’interno di una popolazione priva di anamnesi positiva per l’aritmia. Nei pazienti con sintomi non spiegati ma compatibili con la fibrillazione atriale, una precoce individuazione dell’aritmia, infatti, è fondamentale per una corretta diagnosi al fine di impostare una adeguata terapia. Tuttavia, è discutibile l’idea di utilizzare tali sistemi per uno screening di massa all’interno di una popolazione caratterizzata da basso rischio e in assenza di forti implicazioni per il trattamento.

Al contrario invece è auspicabile una precoce individuazione dell’aritmia mediante l’utilizzo di una tecnologia di monitoraggio avanzata, in una popolazione di pazienti con caratteristiche demografiche, genetiche o di laboratorio ad elevato rischio, nei quali l’impostazione di una terapia anticoagulante orale sia in grado di ridurre il rischio trombo-embolico. Dato il tasso simile di eventi tromboembolici tra pazienti asintomatici e sintomatici il monitoraggio dei pazienti è fondamentale, anche perché spesso l’aritmia si presenta in forma asintomatica fino al verificarsi dell’evento avverso. Il riscontro dell’ aritmia può avvenire in forma fortuita durante l’esecuzione di un ECG ma più frequentemente durante screening sistematici: con i monitoraggi esterni, esclusi gli smartwatches la possibilità di scovare l’aritmia si aggira tra lo 0,2-5,3%. Ovviamente bisogna considerare che aumentando la durata del monitoraggio aumenti anche la possibilità di rilevazione: dal momento che la FA si presenta in forma intermittente, il monitoraggio non continuo potrebbe condurre ad una mancata diagnosi rispetto ai dispositivi impiantabili, che invece, permettono una osservazione costante.

Nello studio REVEAL AF (2) sono stati confrontati i sistemi di monitoraggio intermittente con i  dispositivi per il monitoraggio continuo del ritmo: il tasso di incidenza di FA riscontrata mediante device impiantabile era del 27,1% a 12 mesi, valore di gran lunga superiore a quello ottenuto con il monitoraggio delle 24 ore (0,8%) e con il monitoraggio a 30 giorni (6,2%). Anche se i sistemi di monitoraggio mediante smartwatches non sono stati studiati, è logico pensare che abbiano una sensibilità più bassa di rilevazione rispetto ai dispositivi impiantabili. Dal momento che la fibrillazione atriale può decorrere asintomatica, in forma paucisintomatica ed in forma intermittente, la diagnosi richiede spesso una sforzo notevole. Gli smartwatches possono sopperire a tali limitazioni ma non in maniera efficace come i dispositivi impiantabili. Non vi è nessun dubbio che essi rappresentino una forza crescente nel mercato, ma non bisogna dimenticare che il rilevamento è necessario solo nei soggetti in cui sia veramente importante.

Germana Panattoni

Bibliografia

1. Reiffel JA. Mass screening for atrial fibrillation: the hype, the methods, and the application. The American Journal of Medicine 2019; 132(6): 668 – 70.

2. Reiffel JA, Verma A, Kowey P, et al. A comparison of atrial fibrillation monitoring strategies in patients at high risk for atrial fibrillation and stroke: results from the REVEAL AF study. Journal of the American College Cardiology. 2018; 71(11). https://doi.org/10.1016/S0735-1097(18)30815-5.

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