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Impatto delle 5 ondate della pandemia sull’attività dei centri aritmologici italiani: risultati di una survey di AIAC Ricerca

Dalla letteratura

A cura di Pietro Palmisano, Azienda Ospedaliera “Card. Giovanni Panico”, Tricase (Lecce)

La pandemia COVID-19 ha avuto in Italia e nel mondo un profondo impatto sull’organizzazione dell’assistenza sanitaria, con una drastica riduzione dei contatti tradizionali, al fine di continuare a garantire l’assistenza e la cura adeguata per le patologie non COVID-19. Come dimostrato in una survey promossa da AIAC Ricerca, i cui risultati sono stati pubblicati nel 2020 sull’Internal and Emergency Medicine1, durante il lockdown in Italia c’è stata una drammatica riduzione delle procedure aritmologiche interventistiche sia elettive che in regime di urgenza. Mancano tuttavia informazioni sull’impatto che hanno avuto le successive ondate della pandemia sull’attività dei centri aritmologici italiani.

Allo scopo di analizzare definitivamente qual è stato l’impatto globale delle 5 ondate della pandemia COVID-19 sul volume e la tipologia delle procedure eseguite nei centri di elettrofisiologia e cardiostimolazione italiani, AIAC Ricerca ha promosso una nuova survey destinata a tutti gli aritmologi italiani che è stata lanciata sul sito web dell’AIAC a marzo 2022, dove è rimasta attiva fino a giugno 2022. I risultati della survey sono stati recentemente pubblicati sull’Internal and Emergency Medicine2.

L’articolo pubblicato sull’Internal and Emergency Medicine in cui sono riportati i risultati delle survey promossa da AIAC Ricerca.

 

La survey

Nello specifico, la survey ha valutato quali sono state le variazioni nel numero e nel tipo di procedure eseguite nei centri aritmologici italiani durante le prime cinque ondate della pandemia COVID-19 (prima ondata: marzo-maggio 2020; seconda ondata: ottobre 2020-gennaio 2021; terza ondata: febbraio-maggio 2021; quarta ondata: giugno- ottobre 2021; quinta ondata: novembre 2021-febbraio 2022).

Complessivamente hanno partecipato alla survey 127 medici appartenenti ad altrettanti centri aritmologici italiani (pari al 34% di tutti centri italiani). Rispetto al 2019, durante la prima ondata è stata riportata una riduzione mediana del 40% degli impianti elettivi di pacemaker (Figura 1), defibrillatori e dispositivi per la resincronizzazione cardiaca, ed una riduzione mediana del 70% delle ablazioni (Figura 2). Nelle ondate successive c’è stato un progressivo ritorno ai volumi pre-pandemia, in genere durante la terza-quarta ondata, più lento per le ablazioni.

 

Figura 1 e 2. Variazioni nel numero di impianti di pacemaker (1) e di procedure ablative in elezione (2) riportate durante le prime 5 ondate della pandemia COVID-19 rispetto agli stessi periodi del 2019. Modificata da: Boriani G, et al. Five waves of COVID-19 pandemic in Italy: results of a national survey evaluating the impact on activities related to arrhythmias, pacing, and electrophysiology promoted by AIAC (Italian Association of Arrhythmology and Cardiac Pacing). Intern Emerg Med. 2022 Nov 9:1–13. doi: 10.1007/s11739-022-03140-4. Epub ahead of print.

 

Per le procedure eseguite in emergenza (impianti di pacemaker ed ablazioni), c’è stato un calo iniziale del 10%, con un recupero che nella maggior parte dei casi si è verificato già durante la seconda ondata. I casi di gestione acuta della fibrillazione atriale, le cardioversioni elettriche e le valutazioni ambulatoriali per sincope hanno mostrato una marcata riduzione durante la prima ondata, con un lento e solo parziale recupero nelle ondate successive. Il numero di pazienti con dispositivi impiantabili che sono stati inseriti in un programma di follow-up mediante monitoraggio remoto è aumentato del 40% durante la prima ondata, mentre nelle successive ondate ha mantenuto un livello sostanzialmente in linea con il 2019.

In conclusione, i risultati di questa survey hanno dimostrato che in Italia il drammatico sconvolgimento nella gestione delle problematiche aritmologiche che ha caratterizzato la prima ondata della pandemia COVID-19 è stato seguito da un progressivo ritorno ai volumi di attività dei periodi pre-pandemia, anche se con dinamiche temporali diverse a seconda del tipo di procedura. L’utilizzo del monitoraggio remoto è significativamente aumentato durante la prima ondata, ma tale implementazione non sembra aver trovato seguito nelle ondate successive.

Per saperne di più:

Impatto della prima ondata della pandemia COVID-19 sull’aritmologia italiana

Impatto della pandemia COVID-19 sull’utilizzo del monitoraggio remoto in Italia

 

Bibliografia

1) Boriani G, Palmisano P, Guerra F, Bertini M, Zanotto G, Lavalle C, Notarstefano P, Accogli M, Bisignani G, Forleo GB, Landolina M, D’Onofrio A, Ricci R, De Ponti R; AIAC Ricerca Network Investigators. Impact of COVID-19 pandemic on the clinical activities related to arrhythmias and electrophysiology in Italy: results of a survey promoted by AIAC (Italian Association of Arrhythmology and Cardiac Pacing). Intern Emerg Med. 2020 Nov;15(8):1445-1456. doi: 10.1007/s11739-020-02487-w.

2) Boriani G, Guerra F, De Ponti R, D’Onofrio A, Accogli M, Bertini M, Bisignani G, Forleo GB, Landolina M, Lavalle C, Notarstefano P, Ricci RP, Zanotto G, Palmisano P; for AIAC Ricerca Network Investigators. Five waves of COVID-19 pandemic in Italy: results of a national survey evaluating the impact on activities related to arrhythmias, pacing, and electrophysiology promoted by AIAC (Italian Association of Arrhythmology and Cardiac Pacing). Intern Emerg Med. 2022 Nov 9:1–13. doi: 10.1007/s11739-022-03140-4. Epub ahead of print.

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