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Impatto delle complicanze da impianto di CIED su mortalità totale e CV: il registro POINTED

Dalla letteratura

L’impianto di un pacemaker o di un defibrillatore è considerato una procedura “di routine” a basso rischio per il paziente. In realtà è noto che durante o dopo questo tipo di procedure il rischio che si verifichi una complicanza è tutt’altro che basso e talvolta queste complicanze possono avere un impatto clinico e sul consumo di risorse sanitarie notevole. Nonostante negli ultimi anni in Europa si sta assistendo a un aumento delle complicanze correlate alle procedure di impianto dei dispositivi cardiaci impiantabili (CIED), vi sono poche informazioni sul loro impatto sulla mortalità dei pazienti.

Lo studio

Recentemente sono stati pubblicati sul Journal of the American College of Cardiology Clinical Electrophysiology i risultati del registro POINTED (Impact on Patient Outcome and healthcare utilization of cardiac ImplaNTble Electronic Device complications), un registro multicentrico, osservazionale, prospettico, promosso dall’AIAC, che raccoglieva dati sulle complicanze dei pazienti sottoposti a procedure di impianto de novo di CIED. Nello studio sono stati arruolati tutti i pazienti consecutivi sottoposti ad impianto di CIED (pacemaker e defibrillatori) in 6 centri italiani ad alto volume nel periodo tra gennaio 2010 e dicembre 2012 e seguiti per almeno 3 anni. Per complicanze si definiva qualsiasi evento avverso correlato al CIED che richiedeva la revisione chirurgica del sistema dopo la procedura di impianto.

Durante un follow-up mediano di 56.9 mesi venivano osservate 283 complicanze in 263 pazienti su 2811 pazienti consecutivi arruolati nello studio (età 71±14 anni, 66.7% maschi). I pazienti con complicanze precoci (che si verificavano entro 30 giorni dalla procedura di impianto) avevano una sopravvivenza dalla morte cardiovascolare significativamente più bassa rispetto ai pazienti con complicanze tardive e rispetto ai pazienti senza complicanze (figura). All’analisi multivariata le complicanze precoci, lo pneumotorace e l’ematoma della tasca erano significativamente associati ad un più alto rischio di morte per ogni causa, mentre l’infezione del device era l’unica complicanza significativamente associata ad un più alto rischio di morte cardiovascolare.

Mortalità cardiovascolare nei pazienti con complicanze precoci, tardive e senza complicanze. Modificata da: Palmisano P, Guerra F, Dell’Era G, et al. Impact on All-Cause and Cardiovascular Mortality of Cardiac Implantable Electronic Device Complications: Results From the POINTED Registry. JACC Clin Electrophysiol. 2020;6(4):382-392.

Implicazioni cliniche dello studio

I risultati di questo studio confermano che una procedura di impianto di pacemaker o ICD non è una procedura banale: il rischio che si verifichi una complicanza è tutt’altro che basso. Le complicanze hanno un impatto negativo sulla sopravvivenza dei pazienti. In particolare tutte le complicanze correlate ai CIED sono associate ad un aumentato rischio di morte cardiovascolare e le complicanze precoci sono associate ad un aumentato rischio di morte per ogni causa. Questi dati sottolineano l’importanza di prevenire e ridurre al minimo il rischio di queste complicanze.

Pietro Palmisano
Unità di Cardiologia
Azienda Ospedaliera “Card. G. Panico”, Tricase

Bibliografia

Palmisano P, Guerra F, Dell’Era G, et al. Impact on All-Cause and Cardiovascular Mortality of Cardiac Implantable Electronic Device Complications: Results From the POINTED Registry. JACC Clin Electrophysiol. 2020;6(4):382-392.

 

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