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Impianto di CIED: è davvero necessario tenere a digiuno il paziente?

Dalla letteratura

È consuetudine nella pratica clinica quotidiana tenere a digiuno i pazienti candidati a procedure elettive di impianto o sostituzione di dispositivi cardiaci impiantabili (CIED). Tuttavia questa consuetudine non è basata su evidenze scientifiche, infatti ad oggi mancano dati sulla sicurezza e l’efficacia di una strategia “non a digiuno” nelle procedure cardiologiche mininvasive.

Allo scopo di riempire questo gap della letteratura un gruppo tedesco ha condotto uno studio randomizzato (i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su Europace) che ha confrontato una strategia di “non a digiuno” rispetto a una strategia “a digiuno” in termini di benessere e sicurezza del paziente in un gruppo di pazienti sottoposti a procedure elettive di impianto di CIED.

Lo studio

Si trattava di uno studio clinico randomizzato in singolo cieco, in cui sono stati arruolati in totale 201 pazienti: 100 assegnati al braccio “non a digiuno”, 101 assegnati al braccio “a digiuno”.  L’età media era di 72.0±11.6 anni, il 66.7% era di sesso maschile. I pazienti del braccio “non a digiuno” potevano assumere cibi solidi e bere fino a 1 ora prima della procedura; i pazienti del braccio “a digiuno” non potevano assumere cibi solidi da almeno 6 ore prima della procedura e non potevano bere da almeno 2 ore prima della procedura. È stato valutato un punteggio di benessere dei pazienti basato su una scala di valutazione numerica da 0-10 (0 nessun disagio, 10 massimo disagio) e l’incidenza di eventi avversi legati all’alimentazione intra-procedurale, inclusi vomito, aspirazione polmonare perioperatoria ed intubazione in emergenza. Sono stati inoltre valutati i parametri ematici renali, ematologici e metabolici al basale a ad un follow-up a 30 giorni.

Il punteggio totale di benessere pre-procedurale riportato dai pazienti era significativamente più basso nel gruppo “non a digiuno” rispetto ai pazienti del gruppo “a digiuno” (13.1±9.6 vs. 16.5±11.4, p=0.029). Tale differenza era principalmente determinata da punteggi significativamente più bassi per “fame” e “stanchezza” registrati nel gruppo “non a digiuno” (fame: 0.9± 1.9 vs. 3.1±3-2, p<0.001; stanchezza: 1.6±2.3 vs. 2.6±2.7, p=0.023). Non sono stati osservati eventi avversi intra-procedurali correlati al cibo. I parametri ematici al basale e durante il follow-up a 30 giorni non hanno mostrato differenze significative tra i due gruppi.

In conclusione, i risultati di questo studio dimostrano che non tenere a digiuno i pazienti candidati ad una procedura elettiva di impianto di CIED migliora il benessere del paziente e non influisce sulla sicurezza della procedura rispetto ad una strategia di digiuno pre-procedurale.

Queste evidenze derivanti da uno studio clinico prospettico e randomizzato dovrebbero avviare un processo di cambiamento di una pratica clinica diffusa nella maggior parte dei centri, ma che non era basata su evidenze scientifiche.

 

Bibliografia

Bode K, Gerhards M, Doering M, Lucas J, Tijssen J, Dagres N, Hilbert S, Richter S, Nedios S, Lurz J, Moscoso-Luduena C, Arya A, Shamloo AS, Hindricks G. A randomized trial of non-fasting vs. fasting for cardiac implantable electronic device procedures (Fast-CIED Study). Europace. 2022 Jun 21:euac081. doi: 10.1093/europace/euac081. Epub ahead of print.

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