Notizie e commenti

Impatto della stimolazione hisiana sul rischio di FA

Dalla letteratura

Nei pazienti con malattia del nodo del seno (SND) sottoposti ad impianto di pacemaker bicamerale, il dispositivo viene solitamente programmato in modalità DDDR e vengono attivati gli algoritmi per evitare la stimolazione ventricolare destra (RV) non necessaria. Questa modalità di stimolazione tuttavia può prolungare eccessivamente l’intervallo PR con conseguente asincronia atrioventricolare (AV) che è associata a un rischio più elevato di sviluppare fibrillazione atriale (FA). Recentemente è stato pubblicato sul Journal of Cardiovascular Electrophysiology uno studio che aveva l’obiettivo di valutare l’ipotesi che preservare la sincronia AV impostando un ritardo AV fisso durante la stimolazione RV fisiologica ottenuta mediante stimolazione del fascio His, possa ridurre il rischio di comparsa di FA rispetto a una modalità di stimolazione standard con un algoritmi per evitare la stimolazione RV non necessaria (DDD-VPA).

Lo studio

Nello studio venivano raccolti retrospettivamente i dati di 313 pazienti consecutivi sottoposti ad impianto dipacemaker per SND. Veniva valutata la prima comparsa di FA persistente (>7 giorni consecutivi) in funzione della modalità di stimolazione: 82 pazienti erano stimolati con AV fisso e stimolazione del fascio di His, mentre 231 pazienti erano stimolati in modalità DDD-VPA. La FA persistente si era verificata in 128 (40.9%) pazienti nel corso di un follow-up mediano di 70 mesi. La modalità di stimolazione DDD-VPA era significativamente correlata ad un più alto rischio di sviluppare FA persistente solo quando il PR basale era lungo (>180 ms). Il rischio di FA persistente era significativamente inferiore nei pazienti con stimolazione del fascio di His rispetto a quelli in DDD-VPA (HR: 0.57; p=0.014). Altri predittori indipendenti di insorgenza di FA persistente erano: una storia di FA (HR: 3.91; p=0.001), età e intervallo PR lungo (HR: 2.98; p=0.001).

Conclusioni

Gli autori concludevano che i risultati del loro studio, seppur limitato dal disegno osservazionale e retrospettivo, suggerivano che nei pazienti con SND e con un intervallo PR basale lungo, la stimolazione del fascio di His associato ad un intervallo  AV fisso e fisiologicopuò ridurre il rischio di FA persistente rispetto ad una classica stimolazione DDDR con algoritmi per evitare la stimolazione RV non necessaria.

Pietro Palmisano
Azienda Ospedaliera “Card. Giovanni Panico”, Tricase (Lecce)

Bibliografia

Pastore G, Marcantoni L, Lanza D, et al. Occurrence of persistent atrial fibrillation during pacing for sinus node disease: The influence of His bundle pacing versus managed ventricular pacing. J CardiovascElectrophysiol. 2020 Nov 11. doi: 10.1111/jce.14810. Epub ahead of print.

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