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Risultati a lungo termine dell’ablazione della fibrillazione atriale nei pazienti con Sindrome di Brugada

Dalla letteratura

Il trattamento farmacologico della fibrillazione atriale nei pazienti con Sindrome di Brugada è impegnativo in quanto molti dei farmaci antiaritmici comunemente utilizzati sono controindicati in questi pazienti. Inoltre, i pazienti con Sindrome di Brugada portatori di un ICD possono subire shock inappropriati innescati da episodi di fibrillazione atriale ad alta riposta ventricolare. I risultati a lungo termine dell’ablazione della fibrillazione atriale mediante isolamento delle vene polmonari nei pazienti con Sindrome di Brugada non sono ben stabiliti e non è ancora chiaro se in questi pazienti i trigger provenienti dalle vene polmonari siano l’unico meccanismo fisiopatologico della fibrillazione atriale.

Recentemente è stato pubblicato sul Journal of the American Heart Association uno studio che ha avuto lo scopo di confrontare l’outcome a lungo termine dei pazienti con Sindrome di Brugada e fibrillazione atriale parossistica sottoposti ad isolamento delle vene polmonari con quello di una coorte di confronto di pazienti con fibrillazione atriale parossistica senza Sindrome di Brugada.

Lo studio

In totale sono stati arruolati 60 pazienti con Sindrome di Brugada sottoposti ad ablazione di fibrillazione atriale parossistica mediante isolamento delle vene polmonari con criopallone per fibrillazione atriale parossistica che sono stati confrontati con 60 pazienti senza Sindrome di Brugada sottoposti alla stessa procedura. Dopo un follow-up medio di 58.2±31.7 mesi, la sopravvivenza libera da tachiaritmie atriali era del 61.7% nel gruppo Sindrome di Brugada e del 78.3% nel gruppo non Sindrome di Brugada (log-rank test p=0.047). In particolare, la sopravvivenza libera da fibrillazione atriale era del 76.7% nel primo gruppo e dell’83.3% nel secondo (p=0.27), mentre la sopravvivenza libera da tachicardie atriali/flutter atriale era dell’85% e del 95% (p=0.057). Nel gruppo Sindrome di Brugada, 29 pazienti (48.3%) avevano un ICD e 8 (27.6%) avevano avuto almeno uno shock inappropriato per fibrillazione atriale veloce. Nella coorte Sindrome di Brugada, gli interventi inappropriati dell’ICD per la fibrillazione atriale erano significativamente ridotti dopo l’ablazione (3.4% contro 27.6%; p=0.01).

In conclusione, i risultati di questo studio dimostrano che nei pazienti con Sindrome di Brugada l’ablazione della fibrillazione atriale mediante isolamento delle vene polmonari è meno efficace rispetto ai pazienti senza Sindrome di Brugada. L’ablazione è comunque in grado di ridurre significativamente gli interventi inappropriati dell’ICD e può essere considerata una strategia terapeutica finalizzata alla prevenzione delle terapie inappropriate.

 

Bibliografia

Bisignani A, Conte G, Pannone L, Sieira J, Del Monte A, Lipartiti F, Bala G, Miraglia V, Monaco C, Ströker E, Overeinder I, Almorad A, Gauthey A, Franchetti Pardo L, Raes M, Detriche O, Brugada P, Auricchio A, Chierchia GB, de Asmundis C. Long-Term Outcomes of Pulmonary Vein Isolation in Patients With Brugada Syndrome and Paroxysmal Atrial Fibrillation. J Am Heart Assoc. 2022 Jul 20:e026290.

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