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Sedazione ed analgesia nelle procedure di aritmologia interventistica in Italia: la survey AIAC

Dalla letteratura

Il numero di procedure elettrofisiologiche complesse vede un continuo aumento negli ultimi decenni. Queste procedure possono essere dolorose per il paziente e spesso richiedono la completa immobilità dello stesso per ottenere il successo procedurale. Per tali motivi in molte procedure di aritmologia interventistica si ricorre spesso alla sedazione profonda o all’anestesia generale. Mentre il primo approccio può essere diretto dal solo operatore cardiologo, l’anestesia generale richiede un supporto anestesiologico. Un approccio diretto dal solo cardiologo ha il vantaggio di eliminare la necessità dell’anestesista e può ridurre i tempi preprocedurali. Tuttavia in letteratura sono descritte potenziali problematiche di sicurezza con un approccio diretto dal solo operatore, in particolare quando sorge la necessità di passare all’anestesia generale o di intervenire in urgenza sulle vie aeree.

Allo scopo di indagare quali sono le strategie di sedazione ed analgesia utilizzate nella pratica clinica per le procedure di aritmologia interventistica nei laboratori di elettrofisiologia e cardiostimolazione italiani, l’AIAC ha lanciato una survey aperta a tutti gli aritmologi intervenstisti d’Italia.

 

La survey

La survey è stata promossa dal network AIAC Ricerca e diffusa tramite il sito web dell’AIAC tra i cardiologi operanti in tutti i centri italiani coinvolti nella cura delle aritmie cardiache nel periodo tra marzo e dicembre 2020. La partecipazione alla survey era volontaria.

I risultati della survey sono stati recentemente pubblicati sul Journal of Clinical Medicine (l’articolo è scaricabile gratuitamente a questo link). La survey consisteva in 28 domande riguardanti l’approccio all’analgesia e sedazione utilizzato ordinariamente nelle più comuni procedure di aritmologia interventistica, in particolare per la cardioversione elettrica elettiva, per l’impianto del defibrillatore sottocutaneo (S-ICD), per l’ablazione della fibrillazione atriale (FA), per l’ablazione della tachicardia ventricolare (TV) e per le procedure di estrazione degli elettrocateteri. Alla survey hanno preso parte 105 cardiologi operanti in 92 centri aritmologici italiani (pari al 24.7% di tutti i centri aritmologici italiani). I centri che hanno preso parte alla survey erano omogeneamente distribuiti sul territorio italiano con una percentuale di partecipazione simile al Nord, rispetto al Centro ed al Sud Italia (Figura 1).

 

Figura 1. Distribuzione sul territorio italiano dei centri che hanno partecipato alla survey (modificata da:Palmisano P, et al. The Practice of Deep Sedation in Electrophysiology and Cardiac Pacing Laboratories: Results of an Italian Survey Promoted by the AIAC (Italian Association of Arrhythmology and Cardiac Pacing). Journal of Clinical Medicine. 2021; 10(21):5035.).

La percentuale di centri partecipanti che dichiaravano di eseguire le procedure di cardioversione elettrica elettiva, impianto di S-ICD, ablazione di FA, ablazione di VT ed estrazione di elettrocateteri senza assistenza anestesiologica era rispettivamente del 60.9, 23.6, 51.2, 37.3 e 66,7% (Figura 2).

Figura 2. Strategie di sedazione/analgesia utilizzate nei centri partecipanti per le procedure di cardioversione elettrica elettiva (DCC), impianto di defibrillatore sottocutaneo (S-ICD), ablazione di fibrillazione atriale (AF), ablazione di tachicardia ventricolare (VT) ed estrazione di elettrocateteri (modificata da: Palmisano P, et al. The Practice of Deep Sedation in Electrophysiology and Cardiac Pacing Laboratories: Results of an Italian Survey Promoted by the AIAC (Italian Association of Arrhythmology and Cardiac Pacing). Journal of Clinical Medicine. 2021; 10(21):5035.).

Quando queste procedure venivano eseguite senza assistenza anestesiologica, i farmaci (oltre agli anestetici locali) comunemente somministrati erano le benzodiazepine (dal 64.3 al 79.6%), gli oppioidi (dal 74.4 all’88.1%) e gli anestetici generali (come il propofol) (dal 7.1 al 30.4%). Il 21.9% dei 105 cardiologi che hanno partecipato alla survey ha dichiarato di somministrare ordinariamente il propofol senza la supervisione di un anestesista, in almeno una delle suddette procedure. Nelle procedure con assistenza anestesiologica, l’anestesista è spesso “a chiamata” o assegnato al laboratorio di elettrofisiologia, raramente è dedicato all’elettrofisiologia.

Conclusioni

Questa survey promossa da AIAC fornisce un quadro rappresentativo delle strategie di sedazione/analgesia utilizzate nelle procedure di elettrofisiologia interventistica nell’attuale pratica clinica italiana e mostra la mancanza di uniformità di comportamento in tutto il paese. Le differenze riguardano i farmaci sedativi/anestetici generali utilizzati e la disponibilità dell’assistenza anestesiologica.

 

A cura di Pietro Palmisano, Azienda Ospedaliera “Cardinal Giovanni Panico”, Tricase

Bibliografia

Palmisano P, Ziacchi M, Angeletti A, Guerra F, Forleo GB, Bertini M, Notarstefano P, Accogli M, Lavalle C, Bisignani G, Landolina M, Zanotto G, D’Onofrio A, Ricci RP, De Ponti R, Boriani G for AIAC Ricerca Investigators. The Practice of Deep Sedation in Electrophysiology and Cardiac Pacing Laboratories: Results of an Italian Survey Promoted by the AIAC (Italian Association of Arrhythmology and Cardiac Pacing). Journal of Clinical Medicine. 2021; 10(21):5035.

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