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Tempesta aritmica, l’ablazione riduce mortalità e recidive

Dalla letteratura

Si definisce tempesta aritmica (TA) una fibrillazione ventricolare (FV) frequente o incessante o una tachicardia ventricolare (TV) emodinamicamente destabilizzante, diagnosticabile quando il defibrillatore impiantabile (ICD) tratta 3 o più episodi  di FV o TV nell’arco di 24 ore. Tuttavia, per quanto l’utilizzo degli ICD e dei nuovi farmaci abbia permesso di ottenere tassi di sopravvivenza migliori, questi, a differenza delle procedure di ablazione, non permettono di modificare il substrato anatomico dell’aritmia. Uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Heart Rhythm ha analizzato un campione di pazienti con TA per valutare l’efficacia di un’ablazione transcatetere in termini di sopravvivenza e probabilità di recidiva della TV.

Lo studio

Sono stati presi in considerazione 1940 pazienti sottoposti ad ablazione dell’aritmia ventricolare, reclutati presso 12 centri facenti parte dell’International VT Ablation Center Collaborative Group (IVTCC), i quali sono stati sottoposti a un follow-up (interrogazione dell’ICD) a 3, 6 e 12 mesi. Di questi, 677 (34,9%) erano andati incontro a una TA nel periodo precedente l’ablazione transcatetere. Rispetto ai pazienti senza TA, questi erano più vecchi (64,4 ± 12,5 anni vs. 61,3 ± 13,6 anni; P< .001), più frequentemente di sesso maschile e caratterizzati da frazione di eiezione ventricolare sinistra più bassa e prevalenza di comorbilità cardiovascolari più alta (l’86,1% dei soggetti con TA aveva 2 o più comorbilità, rispetto al 71,4% di quelli senza TA; P < .001). I pazienti con TA sono risultati associati a un numero maggiore di TV inducibili con stimolazione elettrica programmata (2,5 ± 1,8 vs. 1,9 ± 1,9; P < .001) e a un tasso di mortalità intra-ospedaliera più elevato (42 decessi [6,2%] vs. 18 decessi [1,4%]; P < .001); inoltre, in questi casi la durata dell’intervento è stata mediamente più lunga (296,1 ± 119,1 minuti vs. 265,7 ± 110,3 minuti; P < .001). A un anno di follow-up, nel gruppo dei pazienti con TA sono emersi tassi più elevati di recidiva della TV (32,1% vs. 22,6%; P < .001) e di mortalità (20,1% vs. 8,5%; P > .001). Tra questi, la sopravvivenza è risultata però significativamente più elevata nei soggetti che in seguito all’ablazione non avevano TV inducibili con stimolazione elettrica programmata (86,3%), rispetto a quelli con solo TV non cliniche (72,9%), quelli con TV inducibili (51,2%) e quelli non sottoposti a test (65,0%) (P < .001).

Conclusioni

I pazienti con TA hanno caratteristiche e comorbilità comparabili a quelle dei soggetti con scompenso cardiaco grave. A un anno dall’ablazione transcatetere questi hanno tassi di recidiva e di mortalità significativamente più elevati dei soggetti senza TA. Tuttavia, all’interno di questa popolazione clinica una procedura di successo si associa a una migliore sopravvivenza e a un tasso minore di recidive della TV. Studi futuri dovranno quindi indagare l’efficacia di un’ablazione transcatetere precoce in questa classe di pazienti.

Bibliografia
Vergara P, Tung R, Vaseghi M, et al. Succesful ventricular tachicardia ablation in patients with electrical storm reduces recurrences and improves survival. Heart Rhythm 2018; 15(1): 48 – 55.

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