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La relazione tra drop dell’impedenza locale e efficacia delle lesioni

impedenza locale

Anche nell’ambito di ablazioni complesse il monitoraggio dei drop dell’impedenza locale, sia assoluti che percentuali, fornisce informazioni utili sul contatto con il tessuto e la relativa efficacia delle lesioni. È questa la conclusione degli autori di uno studio, i cui risultati sono stati pubblicati sul Journal of Cardiovascular Electrophysiology, che ha valutato, per la prima volta in assoluto, l’utilizzo del catetere Intellanav MiFi (1).

Lo studio ha preso in considerazione 31 pazienti sottoposti ad ablazione con radiofrequenza. Utilizzando il catetere Intellanav MiFi, dotato di sistema di mappaggio ad alta intensità e algoritmo Direct Sense, i ricercatori hanno analizzato i valori di impedenza locale, di impedenza del generatore e l’ampiezza massima dell’elettrogramma registrati a livello del pool ematico, delle regioni sane e di quelle ad alta densità di cicatrici, prima, durante e dopo l’ablazione.

L’impedenza locale è risultata inferiore nelle regioni ad alta densità di cicatrici rispetto al tessuto sano o al pool ematico ed è emersa una relazione esponenziale tra questo parametro e l’ampiezza massima dell’elettrogramma. Il drop massimo di impedenza locale durante l’ablazione è risultato correlato in modo lineare con la misurazione alla baseline iniziale.

Il drop medio assoluto nelle lesioni andate a buon fine è risultato di  16,0Ω (12,1 – 19,8Ω) per il ventricolo sinistro e di 14,6Ω (10,0 – 18,3 Ω) per l’atrio sinistro, più elevato rispetto alle lesioni non riuscite (p = 0,001 per il ventricolo sinistro; p = 0,049 per l’atrio sinistro). Anche il drop percentuale, infine, è risultato significativamente maggiore nelle lesioni riuscite rispetto a quelle non riuscite (ventricolo sinistro: 17,1 Ω vs. 10,6Ω; p = 0,002; atrio sinistro: 14,2Ω vs. 7,5 Ω; p = 0,005).

Bibliografia

1. Martin CA, Martin R, Gajendragadkar MPhil PR, et al. First clinical use of novel ablation catheter incorporating local impedance data. J Cardiovasc Electrophysiol 2018; 29(9): 1197 – 1206.

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