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Tachicardia da rientro nodale e mappaggio del triangolo di Koch

Triangolo di Koch

Sia durante il ritmo sinusale che durante la tachicardia, il mappaggio ad alta intensità del triangolo di Koch permette di ottenere, nei pazienti con tachicardia da rientro nodale, informazioni elettrofisiologiche utili. È quanto emerge da uno studio italiano pubblicato sul Journal of Interventional Cardiac Electrophysiology, i cui risultati suggeriscono che una definizione più precisa del substrato delle tachicardie da rientro nodale potrebbe avere un valore prognostico, soprattutto nei casi ad alto rischio (1).

Sono stati presi in considerazione 45 pazienti consecutivi sottoposti ad ablazione della via lenta con  catatere basket Orion e sistema di mappaggio ad alta intensità Rhythmia HDx per una tachicardia da rientro nodale, inclusi nel registro CHARISMA. I ricercatori sono quindi andati ad analizzare la distribuzione di potenziali di Jackman e Haïssaguerre all’interno del triangolo di Koch, valutando le modalità di attivazione di questa struttura durante ritmo sinusale e tachicardia da rientro nodale.

Dai risultati è emerso che le regioni posterosettali, delimitate anteriormente dall’anello tricuspidale e posteriormente dalla parete laterale verso la crista terminalis, mostrano una maggiore prevalenza di potenziali di Jackman rispetto alle regioni medio postero-settali lungo il tendine di Todaro e il seno coronarico (98% vs. 16 %; p <0,0001). I potenziali di Haïssaguerre, invece, mostrano una distribuzione inversa a livello del triangolo di Koch (0% vs 84%; p < 0,0001).

Durante tachicardia da rientro nodale l’inserzione della via rapida è stato registrato principalmente in posizione antero-settale (n = 36, 80%), e meno frequentemente in una posizione medio-settale (n = 6, 13,3%) o postero-settale (n = 3, 7%). Durante una tipica tachicardia da rientro nodale slow-fast, erano distinguibili due tipi di propagazione intorno al seno coronarico: anteriore e posteriore (n = 31, 69%) o solo anteriore (n = 14, 31%). Questa scoperta potrebbe spiegare – concludono gli autori – perché in alcuni pazienti, sono necessarie molteplici applicazioni di radiofrequenza in differenti posizioni per prevenire la conduzione della via lenta e interrompere il circuito della tachicardia”.

Bibliografia

1. Pandozi C, Lavalle C, Bongiorni MG, et al. High-density mapping of Koch’s triangle during sinus rhythm and typical AV nodal reentrant tachycardia: new insight. Journal of Interventional Cardiac Electrophysiology 2020; https://doi.org/10.1007/s10840-020-00841-8

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