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Indice HeartLogic e aderenza alla terapia prescritta

A cura di Luigi Neglia, Ermanno Dametto, Daniela Pavan dell’Ospedale Santa Maria degli Angeli di Pordenone

Un uomo di 70 anni, affetto da cardiomiopatia dilatativa post ischemica veniva sottoposto in data 11 ottobre 2018 a un upgrade da defibrillatore bicamerale a un dispositivo per la resincronizzazione cardiaca,  MOMENTUM X4 CRT-D, a seguito di ricorrenti episodi di scompenso cardiaco. Contestualmente all’impianto veniva attivata la funzione HeartLogic per la diagnosi precoce di nuovi eventi di scompenso cardiaco.

Nei primi mesi successivi alla dimissione il paziente riferiva uno stato di benessere. In data 7 gennaio 2019, tramite monitoraggio remoto, veniva notificato al nostro Centro un allarme HeartLogic.  Il paziente veniva quindi contattato per eseguire un valutazione cardiologica presso il nostro ambulatorio per il follow up dei pacemaker. Veniva eseguita una valutazione clinica con rilievo di rantoli basali bilaterali e edemi declivi ad entrambe le caviglie. Il paziente riferiva in anamnesi patologica prossima di aver sospeso di propria iniziativa la terapia diuretica dopo la metà del mese di dicembre con un  aumento del peso corporeo nelle settimane successive di circa 3 Kg.

Veniva pertanto prescritta la ripresa del diuretico a dose aumentata, programmando una nuova valutazione ambulatoriale per la settimana successiva. In occasione di tale rivalutazione non venivano più riscontrati i rantoli polmonari e gli edemi presenti in precedenza e il paziente riferiva uno stato di generale benessere. Veniva quindi ripristinata la terapia diuretica precedente e il paziente veniva invitato ad attenersi alle prescrizioni ricevute. L’indice HeartLogic veniva quindi costantemente monitorato da remoto fino a quando, sei settimane dopo, tornava al di sotto della soglia di recupero, facendo rientrare lo stato di alert.

L’analisi dei trend mostra che l’incremento dell’indice HeartLogic è iniziato poche settimane dopo la sospensione della terapia diuretica guidato da un precedente incremento del terzo tono e da un leggero decremento del primo tono. L’impedenza transtoracica invece andava incontro a un evidente decremento, segno di un accumulo di fluidi, successivamente alle prime variazioni manifestate dai toni cardiaci. In seguito alla ripresa della terapia diuretica l’indice e i singoli parametri  invertivano il loro trend con l’indice HeartLogic che rientrava dallo stato di alert una volta accertato che tutti i parametri avessero raggiunto un situazione di stabilità.

La funzione HeartLogic ha permesso in questo caso di intervenire precocemente su un iniziale episodio di scompenso cardiaco causato dalla mancata aderenza alla terapia prescritta, seppure in assenza di sintomi evidenti riferiti dal paziente, consentendo una gestione ambulatoriale dell’episodio. L’alert fornito dal dispositivo attraverso il monitoraggio remoto permetteva quindi una valutazione clinica ambulatoriale tempestiva attraverso la quale venivano riscontrati i segni (rantoli ed edemi) di un peggioramento dello stato di compenso che in assenza di un alert, probabilmente, sarebbero stati valutati solo a seguito della manifestazione di sintomi da parte del paziente nel contesto di una situazione acuta di scompenso cardiaco.

Legenda:
Linea rossa: sospensione autonoma del diuretico
Linea blu: superamento soglia HeartLogicTM
Linea verde: follow-up in-office e incremento diuretico

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