Questa sezione è realizzata grazie ad
un contributo non condizionato di

Notizie e commenti

HeartLogic: prevedere il deterioramento da HF è possibile?

Secondo i risultati di uno studio retrospettivo pubblicati sulla rivista ESC Heart Failure (1) è possibile prevedere gli episodi di peggioramento dello scompenso cardiaco con settimane di anticipo. Grazie all’analisi dell’algoritmo HeartLogic, infatti, si possono registrare dei valori indicativi di un peggioramento, i quali si manifestano a livello cardiaco ancor prima che come segni e sintomi nel paziente.

Dal dicembre 2017 all’aprile 2018 l’algoritmo è stato attivato in 58 pazienti con defibrillatore impiantabile (ICD) o terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT-D) da aprile 2017. L’algoritmo ha analizzato i valori raccolti dal dispositivo dal momento dell’impianto e sono stati messi a confronto con gli eventi clinici verificatisi nei mesi precedenti. I dati sono stati elaborati  in base a un valore soglia impostato a 16 e indicavano una situazione d’allerta ogni volta che questo veniva superato. Il periodo d’osservazione è durato da un minimo di 5 a un massimo di 8 mesi. Dai dati clinici raccolti per ogni pazienti sono risultati: 5 ospedalizzazioni in 3 pazienti per diagnosi primaria e secondaria di scompenso cardiaco e 5 visite non pianificate in 3 pazienti per i primi segni e sintomi di deterioramento da scompenso cardiaco. In ognuno di questi casi l’indice HeartLogic ha registrato un superamento della soglia in media 38 giorni prima dell’ospedalizzazione e 12 nel caso del deterioramento, mentre la durata media dell’allerta è stata rispettivamente di 70 e 36 giorni. 10 alert in 7 pazienti inizialmente sembravano essere dei falsi positivi ma dopo un’attenta analisi della storia clinica è emersa una corrispondenza con un’interruzione nell’assunzione della terapia o con eventi tali da avere un impatto diretto sulla stato clinico o nella rilevazione dei dati da parte dei sensori.

Questo studio ha dimostrato che gli alert dell’algoritmo HeartLogic possono predire un evento non solo in caso di scompenso cardiaco ma anche per segni e sintomi di iniziale deterioramento. Date le dimensioni ridotte dello studio i ricercatori suggeriscono comunque di realizzare indagini su un campione più grande per una migliore valutazione delle capacità del dispositivo.

Bibliografia

1. Capucci A, Santini L, Favale S, et al. Preliminary experience with the multisensor HeartLogic algorithm for heart failure monitoring: a retrospective case series report. ESC Heart Failure 2019; 6 (2): 308 – 18.

Ultimi articoli

Pacemaker leadless: la survey AIAC

AIAC promuove una nuova survey sul pacemaker leadless per indagare sulla pratica clinica dei centri italiani.

Leggi

Ablazione della fibrillazione atriale: la pratica clinica è lontana dalle Linee Guida?

La Task Force Ablazione della Fibrillazione Atriale dell’AIAC ha promosso una survey per tutti i centri italiani che eseguono l'ablazione della fibrillazione atriale.

Leggi

Quali sono le cause di sincope nei portatori di pacemaker?

Un registro prospettico, multicentrico promosso da AIAC ha indagato le cause di recidive sincopali in una popolazione di pazienti sottoposti ad impianto di pacemaker per sincope di origine bradiaritmica.

Leggi