Questa sezione è realizzata grazie ad
un contributo non condizionato di

Notizie e commenti

HeartLogic: predittore di mortalità per tutte le cause

Lo scompenso cardiaco è una condizione caratterizzata dall’incapacità del cuore di pompare sangue in modo sufficiente per soddisfare le esigenze metaboliche dell’organismo, con gravi complicazioni che includono un aumento significativo della mortalità (1).

Prevedere la mortalità in pazienti affetti da scompenso cardiaco è una sfida, poiché questa condizione ha molteplici eziologie e profili di rischio differenti, oltre a presentare talvolta un decorso clinico irregolare.

L’uso di HeartLogic, un algoritmo multiparametrico per il monitoraggio dello scompenso cardiaco, può giocare un ruolo cruciale nell’identificare i pazienti ad alto rischio di mortalità per attuare interventi tempestivi ed efficaci per migliorare la prognosi e la sopravvivenza dei pazienti.

Uno studio condotto da D’Onofrio et al. (2) su 568 pazienti portatori di dispositivi cardiaci impiantabili (ICD e CRT-D) dotati dell’algoritmo HeartLogic ha esaminato se l’utilizzo di questo algoritmo potesse essere utile nell’identificare i pazienti ad alto rischio di mortalità.

L’analisi ha dimostrato che il tasso di mortalità per qualsiasi causa è risultato significativamente più elevato durante i periodi in cui i pazienti erano in stato di allerta HeartLogic rispetto ai periodi in cui non lo erano: questa associazione è stata confermata anche dopo la correzione per i fattori confondenti iniziali (HR 9.18; 95% CI 5.27–15.99; p < 0.001).

Inoltre, sia l’occorrenza di almeno un alert HeartLogic (Fig. 1A), sia un periodo in stato di alert ≥ 20% del tempo di follow-up (Fig. 1B), sono risultati associati in modo significativo al rischio di morte per qualsiasi causa. Questa associazione è stata confermata anche per il sottogruppo di pazienti deceduti per cause cardiovascolari (≥ 1 alert HeartLogic: HR 6.07; 95% CI 2.84–12.97; p = 0.004; tempo in alert ≥ 20%: HR 5.59; 95% CI 2.51–12.44; p < 0.001).

Questo studio ha dimostrato la capacità dell’algoritmo HeartLogic di fornire un indice utile per identificare i pazienti a maggior rischio di morte per tutte le cause. La rilevazione precoce del peggioramento dello stato di scompenso consente un intervento tempestivo che potrebbe prevenire la progressione della malattia e migliorare la sopravvivenza dei pazienti.

Fonti 

  1. McDonagh TA, Metra M, Adamo M, et al. 2021 ESC guidelines for the diagnosis and treatment of acute and chronic heart failure. Eur Heart J 2021;42:3599–3726.
  2. D’Onofrio A, Vitulano G, Calò, et al. Predicting all-cause mortality by means of a multisensor implantable defibrillator algorithm for heart failure monitoring. Heart Rhythm. 2023 Jul;20(7):992-997

 

Ultimi articoli

Impianto di pacemaker: tra rischi di complicanze e buone pratiche

L'impianto di un pacemaker può essere considerato un intervento rischioso? Qual è la reale incidenza di complicanze e quali sono gli accorgimenti che, se utilizzati, permettono di ridurne il rischio? Mauro Biffi risponde a queste domande nell'intervista realizzata durante l'ultimo Congresso AIAC e offre 3 consigli per i giovani aritmologi che stanno cominciando a impiantare pacemaker.

Leggi

I giovani italiani premiati all’EHRA Young EP ECG Contest

Tra le 10 nazioni che hanno partecipato alla finale del Contest, l’Italia, rappresentata da Giovanni Coluccia (Azienda Ospedaliera “Card. G. Panico”, Tricase), Lorenzo Mazzocchetti (Clinica Pierangeli di Pescara) e Andrea Giuseppe Porto (Azienda Ospedaliera Cannizzaro di Catania) si è piazzata al secondo posto dopo l’Austria.

Leggi

AIAC saluta il dottor Ezio Soldati

AIAC piange la morte di Ezio Soldati, spentosi il 9 aprile 2024 all’età di 67 anni. Alla famiglia e ai colleghi della Cardiologia 2 dell’Azienda Ospedaliero Universitaria Pisana giungano i più vivi sentimenti di cordoglio da parte del Direttivo nazionale AIAC.

Leggi