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Dallo studio Minerva al progetto Minerva Adoption

Lo studio Minerva è il primo a dimostrare che pacemaker – dotati di algoritmi avanzati di stimolazione – rallentano l’evoluzione della fibrillazione atriale. In un’intervista doppia, Luigi Padeletti e Giuseppe Boriani illustrano le importanti ricadute dell’uso dei Reactive ATP e gli obiettivi del neonato Progetto Minerva Adoption.

Intervista a Luigi Padeletti, AOU Careggi, Università degli studi di Firenze, Past president AIAC, Giuseppe Boriani, Policlinico S. Orsola-Malpighi e Università di Bologna, Presidente eletto AIAC. 

Professor Padeletti, qual è il messaggio principale dello studio Minerva?

Il nostro studio è stato il primo a dimostrare che pacemaker, dotati di algoritmi avanzati di stimolazione, rendono più lenta l’evoluzione della fibrillazione atriale, l’aritmia più comune nella pratica clinica italiana, una patologia pericolosa associata a un maggior rischio di scompenso cardiaco, ictus e morte (1). Per questo motivo, evitando la progressione verso la fibrillazione atriale (FA) di lunga durata diminuisce il rischio per il paziente di sviluppare patologie pericolose per la sua vita. L’arma vincente è stata l’accoppiamento di una nuova generazione di terapie di stimolazione per la terminazione delle tachiaritmie atriali (Reactive ATP) e di un algoritmo per la minimizzazione della stimolazione  ventricolare (MVP).

Professor Boriani, come funzionano le Reactive ATP? Perché secondo lei potrebbero essere utilizzate nella pratica clinica?

Le Reactive ATP sono algoritmi di terminazione delle tachiaritmie atriali. Consentono al dispositivo di erogare più volte le terapie di stimolazione per la terminazione delle tachiaritmie atriali (ATP) di lunga durata e in caso di variazioni di frequenza o di regolarità dell’aritmia. Il dispositivo controlla, e risponde continuamente, a variazioni nella frequenza e regolarità di episodi di tachiaritmie atriali ed eroga le appropriate terapie ATP. Da un’analisi post-hoc sui dati del Minerva Trial le Reactive ATP risultano essere un fattore predittivo indipendente per la riduzione del rischio di FA permanente (2). Nello studio Minerva non sono emersi problemi di sicurezza relativa l’utilizzo delle Reactive ATP e per questo credo possano essere utilizzate sui pazienti con tachiaritmie atriali parossistiche e dispositivo cardiaco impiantabile.

Ci può mostrare con un esempio il funzionamento delle Reactive ATP?

Ringraziando il dottor Saverio Iacopino, vi mostro un caso emblematico di terminazione dell’aritmia atriale. Il paziente è un maschio di 69 anni, portatore di Pacemaker bicamerale per malattia del nodo del seno. Come potete vedere dall’Interval Plot,  l’episodio dura 46 minuti e la fibrillazione atriale (frequenza atriale media 231 bpm) si innesca su ritmo sinusale durante la notte  (figura 1).

Figura 1

 

Al fine di terminare l’aritmia, il pacemaker ha erogato 29 sequenze di ATP. Qui sotto riportiamo l’EGM dell’elettrocatetere atriale e ventricolare e un tentativo inefficace di terminazione con burst atriale (figura 2).

Figura 2
Figura 2

 

L’ATP risultata vincente è stata erogata quando il ritmo atriale si è regolarizzato con intervalli più lunghi (figura 3).

Figura 3
Figura 3

 

Questo case report mostra come le ATP, se riproposte automaticamente nel tempo, possano terminare episodi di aritmia atriale, spesso lunghi, che cambiano a volte rallentando e regolarizzando  la frequenza.

Professor Padeletti, quali sono i vantaggi in ambito economico dell’uso di queste terapie? Utilizzando i dati dello studio Minerva, abbiamo da poco pubblicato l’analisi economica che dimostra come l’utilizzo della programmazione Minerva, rispetto alla programmazione tradizionale, permetta una riduzione del 44% dei costi legati all’utilizzo dei servizi sanitari (2). Questi dati, analizzati tanto per il sistema economico europeo quanto per quello statunitense, insieme ai risultati e ai benefici clinici ci spingono ad utilizzare in modo estensivo questa programmazione.

Professor Boriani, dopo lo studio Minerva quali sono le nuove sfide? 

Lo studio Minerva apre le porte a diverse tematiche. Per prima cosa importante è monitorare l’adozione della programmazione, testata efficacemente dallo studio Minerva, e quindi confermare i risultati dello studio nella pratica clinica. Poi potrebbe essere rilevante capire l’efficacia delle Reactive ATP in popolazioni di pazienti differenti: ad esempio pazienti con stimolazione biventricolare o in blocco avanzato.

Professor Padeletti, che cos’è e come nasce il Progetto Minerva Adoption?

A marzo, in occasione del Congresso AIAC, abbiamo discusso con i colleghi di una trentina di centri italiani e con gli esperti della Medtronic Italia proprio della possibilità, nell’ambito delle piattaforme Clinical Service e Carelink Network, di raccogliere le  evidenze della pratica clinica di ciascuna realtà, al fine di verificare i benefici della programmazione Reactive ATP sia in pazienti portatori di pacemaker, che defibrillatori e dispositivi biventricolari. Crediamo che portare all’attenzione della comunità scientifica le evidenze della nostra pratica clinica possa non solo migliorare gli esiti clinici dei pazienti, ma diffondere ancora più l’adozione di terapie che si sono dimostrate sicure ed efficaci. Inoltre, nuovi dati che confermassero i risultati dello studio MINERVA ci darebbero più forza nel chiedere l’aggiornamento delle linee guida internazionali sulla stimolazione cardiaca al fine di integrare in esse la stimolazione antitachicardica atriale.

Professor Boriani, quali sono gli obiettivi del Progetto Minerva Adoption?

Gli obiettivi principali del progetto Minerva Adoption sono 2: misurare e migliorare l’adozione della programmazione proposta dallo studio Minerva e comprendere se l’implementazione della terapia Reactive ATP riduce il rischio di progressione di FA nei pazienti con dispositivi programmati con Reactive ATP ON rispetto a pazienti storici programmati con Reactive ATP OFF o rispetto agli stessi pazienti nel periodo precedente con Reactive ATP OFF.

 

Con il supporto non condizionato di
Medtronic

 

Bibliografia

1. Boriani G, Tukkie R, Manolis AS, et al. on behalf of the MINERVA Investigators. Atrial antitachycardia pacing and managed ventricular pacing in bradycardia patients with paroxysmal or persistent atrial tachyarrhythmias: the MINERVA randomized multicentre international trial. Eur Heart J. 2014;35:2352-62
2. Boriani G, Manolis AS, Tukkie R, et al. Effects of Enhanced Pacing Modalities on Healthcare Resources Utilization and Costs in Bradycardia Patients: an Analysis of the Randomized MINERVA Trial. Heart Rhythm. 2015;12:1192-200
3. Padeletti L, Pürerfellner H, Mont L, et al. New-generation atrial antitachycardia pacing (Reactive ATP) is associated with reduced risk of persistent or permanent atrial fibrillation in patients with bradycardia: Results from the MINERVA randomized multicenter international trial. Heart Rhythm 2015; 12:1717–25

 

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