Notizie e commenti

La pratica clinica nell’ablazione della fibrillazione atriale

Intervista ad Andrea Natale, direttore medico esecutivo del Texas Cardiac Arrhythmia Institute del St. David’s Medical Center di Austin (Texas).

In quali casi è consigliabile cercare i trigger al di fuori delle vene polmonari? Qual è la durata ottimale dell’assenza di fibrillazione atriale in seguito a un’ablazione? Queste sono alcune delle domande rivolte da Giuseppe Picciolo, cardiologo dell’AOU Policlinico G. Martino di Messina e membro della task force del sito web di AIAC, ad Andrea Natale in occasione del XVII International symposium on Progress in clinical pacing tenutosi a Roma nel novembre dello scorso anno.

Secondo Natale l’identificazione dei trigger al di fuori delle vene polmonari dovrebbe essere sempre integrata nella procedura. “Se ci si abitua a farla in tutti i pazienti il procedimento diventa più veloce e più facile”. Il cardiologo si è poi soffermato sui fattori da tenere in considerazione quando si va a valutare la riuscita di un trattamento ablativo per la fibrillazione atriale. “Ha senso valutare la frequenza e il tipo episodi prima e dopo la procedura”, ha sottolineato, “se c’è un’abolizione per uno o due anni significa che quello che è stato fatto ha avuto effetto in quel momento della storia naturale della fibrillazione”.

Nella seconda metà dell’intervista invece, Picciolo ha interrogato il direttore del Texas Cardiac Arrhythmia Institute di Austin sulle difficoltà associate al trattamento della fibrillazione atriale long-standing. “Si tratta di un gruppo di pazienti – ha risposto Natale – in cui la procedura standard, sulla quale la comunità scientifica ha raggiunto un accordo, non funziona. Se ci si sofferma solo sull’ablazione delle vene polmonari il tasso di successo è inevitabilmente basso”. Infine, in merito al rischio tromboembolico associato all’ablazione dell’auricola, il cardiologo siciliano ha precisato che questo si verifica solitamente solo in quei casi in cui il paziente sospende gli anticoagulanti, specificando quindi in quali situazioni e con quali tempistiche sia più opportuno eseguire la procedura.

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