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Addio a Greatbatch…

Si è spento a 92 anni Wilson Greatbatch, l’inventore del pacemaker cardiaco impiantabile. Il dispositivo che oggi fa battere i cuori di milioni di pazienti gli è valso diversi premi, non ultimo il Lemelson-MIT Prize nel 1996, che Greatbatch aveva ricevuto all’età di 76 anni

Il primo pacemaker – frutto dell’ingegno do Greatbatch – fu impiantato sugli uomini nel 1960 e il primo intervento eseguito con successo fu fatto al Veterans’ Affairs Hospital di Buffalo su un paziente di 77 anni. I “paziente zero” visse 18 mesi con il dispositivo. Ancora oggi, ogni anno sono centinaia di migliaia i pazienti che ricorrono al pacemaker. Nel 2010 Greatbatch ha celebrato il 50/o anniversario della sua invenzione, ma gia’ nel 1983 il suo apparecchio e’ stato definito come uno dei 10 grandi contributi dell’ingegneria alla societa’ moderna dalla Societa’ nazionale degli ingegneri professionali. Ma quella delle invenzioni era una vera e propria passione per Greatbatch, che nel 1998 fu ammesso nella Hall of fame degli inventori nazionali ad Akron, in Ohio.

Negli ultimi anni della sua vita Greatbatch aveva lavorato a possibili cure per l’AIDS e spaziato in altri campi, sfidando le generazioni future di inventori a sviluppare la fusione nucleare usando un tipo di elio trovato sulla luna. Si era interessato anche ai combustibili fossili, prevedendo il loro esaurimento entro il 2050.

Dopo aver studiato ingegneria elettrica alla Cornell University e quella di Buffalo, Greatbatch ha insegnato ingegneria tra il 1952 e 1957. Ha anche prestato servizio nella Marina. È stato sposato per oltre 60 anni con sua moglie Eleanor, da cui ha avuto 5 figli.

28 settembre 2011

Fonte
www.ansa.it

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