Notizie e commenti

Una legge inapplicabile?

Dopo un iter di oltre due anni, la Camera ha approvato il disegno di legge sul testamento biologico. Otto in tutto gli articoli del regolamento che passa nuovamente al Senato per il via libero definitivo. Due sono i punti salienti del regolamento che hanno sollevato diverse polemiche: le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat) non sono vincolanti per i medici ed escludono la possibilità di sospendere nutrizione e idratazione, salvo in casi terminali, e in più sono applicabili solo nel momento in cui viene “accertata assenza di attività cerebrale integrativa cortico-sottocorticale”.
 
 
 
 
 
 

Alcuni commenti

    Vincenzo Carpino, Presidente dell’Associazione degli anestesisti-rianimatori ospedalieri italiani, lancia un appello al Ministro della Salute Ferruccio Fazio affinché chiarisca gli aspetti poco chiari presenti nel testo approvato: “È inapplicabile perché mancano fondamentali indicazioni per noi medici. Innanzitutto non si capisce chi dovrebbe accertare l’assenza di attività cerebrale – presupposto fondamentale per far scattare la validità del biotestamento – e poi non si capisce dove si dovrebbero svolgere gli accertamenti e con quali esami. Come categoria non sappiamo cosa fare. L’unico riferimento pratico per il medico sembra essere quello al Protocollo utilizzato per il prelievo di organi a scopo di trapianto”.

    Alessandro Nanni Costa, Direttore del Centro nazionale trapianti, precisa che i soggetti cui si fa riferimento per l’applicazione delle Dat, “hanno temperatura corporea, ritmo sonno-veglia, respiro spontaneo e non hanno un elettroencefalogramma piatto. Siamo lontanissimi dalla condizione di morte cerebrale e dalla condizione che rende possibile il prelievo di organi, ovvero la condizione di assenza totale di attività cerebrale. Le Dat sono quindi applicabili a soggetti in stato vegetativo, che rispondono alla condizione citata nella legge, e che sono soggetti vivi”.

      Ignazio Marino, Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del Servizio Sanitario Nazionale, commenta che “Con questa legge si obbligano le persone, anche coloro che hanno indicato di non volere un tubo nell’intestino, a riceverlo per legge, e poi le indicazioni che ognuno lascerà non saranno vincolanti per il medico. Il medico dovrà solo documentare in cartella per quale motivo la pensa diversamente dal paziente. Questo è incivile e inaccettabile. Si è arrivati addirittura ad inserire un articolo che dice che per applicare il testamento biologico bisogna accertare l’assenza di attività celebrali, in altre parole si dovrebbe scrivere in una legge che i medici quando una persona è morta possono sospendere di curarla. È davvero un bel risultato, dopo vent’anni di lavoro parlamentare. I medici si troveranno in grande difficoltà perché da un lato hanno il codice deontologico che dice che bisogna accompagnare il paziente secondo la sua indicazione, dall’altro una legge che dice se il paziente perde coscienza il medico è obbligato ad inserirgli un tubo nell’intestino.”
       

      16 luglio 2011

       

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