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Fibrillazione atriale e decadimento cognitivo

Un’analisi post-hoc degli studi ONTARGET e TRANSCEND conferma che la fibrillazione atriale (FA) è legata ad un rischio aumentato di declino funzionale e cognitivo, a prescindere dal verificarsi di ictus.

“I nostri risultati – ha dichiarato Irene Marzona dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, lead author dello studio pubblicato sul CMAJ – dimostrano un’associazione tra FA e esiti molto gravi: insorgenza di demenza, perdita di autosufficienza nello svolgimento delle attività quotidiane, ricovero in centri assistenziali per malattie croniche”: quest’ultimo dato si lega ad un “numero” impressionante, il 50 per cento di aumento di ricovero nei pazienti con FA.

Un limite delo studio, a giudizio degli stessi autori che afferiscono al Mario Negri e alla McMaster University di Hamilton, Canada – è nell’essere la popolazione esaminata già ad elevato rischio cardiovascolare. Ciononostante – e confermata la necessità di nuove ricerche – si riafferma l’esigenza di un controllo più stringente della FA, che indubbiamente rappresenta un fattore di rischio per patologie gravi e estremamente “pesanti” per il Servizio sanitario.

Fonte
CMAJ February 27, 2012 First published February 27, 2012, doi: 10.1503/cmaj.111173

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