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La chiusura dell’auricola sinistra nel paziente anziano

Sull’American Journal of Cardiology uno studio clinico osservazionale multicentrico retrospettivo mette a confronto efficacia e sicurezza della chiusura dell’auricola sinistra eseguita in pazienti con più o meno di 75 anni.

Per i pazienti con fibrillazione atriale non valvolare considerati ad alto rischio di ictus (ischemico e/o emorragico) e per i quali la terapia anticoagulante è risultata inefficace o controindicata a breve o lungo termine, una soluzione terapeutica potrebbe essere la chiusura dell’auricola sinistra. È stato infatti documentato con studi autoptici ed ecocardiografici che l’auricola sinistra è la più importante sorgente di trombi nella fibrillazione atriale non valvolare.

La chiusura dell’auricola sinistra viene eseguita attraverso un intervento mini-invasivo di cateterismo cardiaco. Tuttavia, come documentato in diversi studi, l’incidenza di complicanze legate all’intervento non è trascurabile. Inoltre, non è ancora stato definito a quali categorie di pazienti raccomandare questo intervento. Le stesse linee guida sul trattamento della fibrillazione della Società Europea di Cardiologia suggeriscono semplicemente che “[…] pazienti con controindicazioni alla terapia anticoagulante cronica potrebbero essere candidati alla chiusura dell’auricola sinistra […]”.

Questa procedura si presenta come un’alternativa allettante per gli anziani con fibrillazione atriale non valvolare perché sono pazienti con un più alto rischio non solo di ictus ma anche di sanguinamenti maggiori. Tuttavia, considerato che sono pazienti fragili, e quindi più soggetti a complicanze intraprocedurali, si rende necessario verificare sicurezza ed efficacia di questa metodica in questa particolare popolazione. Uno studio in corso di pubblicazione sull’American Journal of Cardiology ha cercato di fare chiarezza al riguardo mettendo a confronto efficacia e sicurezza della procedura sopra e sotto la soglia dei 75 anni.

Lo studio
Lo studio ha preso in esame i dati del registro multicentrico AMPLATZER Cardiac Plug relativi a 858 pazienti sottoposti alla procedura di esclusione dell’auricola. Di questi, 452 (54,6%) avevano > 75 anni al momento dell’intervento.

Il tasso di successo della procedura molto alto del 97% è risultato simile nei due gruppi di pazienti. Non sono state riscontrate delle differenze nelle complicanze maggiori in acuto (3,2% in <75 years vs 5,1%; p = 0,17) se non per quanto riguarda il tamponamento cardiaco che è stato maggiore nei pazienti > 75 anni (0,5% vs 2,2%; p = 0,04). A un follow up mediano di 16,8 mesi non sono state osservate delle differenze nel tasso di casi di ictus o TIA (1,9% vs 2,3%; p = 0,89) e di sanguinamenti maggiori (1,7% vs 2,6%; p = 0,54). La mortalità per tutte le cause è risultata maggiore nei pazienti > 75 anni, principalmente come conseguenza di una maggiore mortalità per cause non cardiovascolari: un risultato attendibile considerato il più alto rischio di mortalità con l’invecchiamento. Invece, la differenza del tasso di mortalità cardiovascolare tra i due gruppi non è risultata statisticamente significativa tra i due gruppi. Gli autori dello studio ipotizzano che l’introduzione della terapia antipiastrinica dopo l’interruzione dell’anticoagulante potrebbe aver protetto maggiormente i pazienti da eventi cardiovascolari.

Conclusioni
Secondo i nostri risultati – concludono gli autori – la chiusura dell’auricola sinistra sembrerebbe essere una procedura possibile e ragionevolmente sicura anche nei pazienti che hanno superato la soglia dei 75 anni. L’età, quindi, potrebbe non essere un fattore di esclusione. Lo studio presenta comunque dei limiti (a partire dalla mancanza di un gruppo di controllo) che dovrebbero essere tenuti in seria considerazione.

 

Bibliografia
Freixa X, Gafoor S, Regueiro A, et al. Comparison of Efficacy and Safety of Left Atrial Appendage Occlusion in Patients <75 to ≥75 Years of Age. Am J Cardiol 2015 Oct 28.

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