Notizie e commenti

La “nuova” Area Raggi Zero

Nel 2014 l’AIAC ha aperto l’Area Raggi Zero con l’obiettivo di diffondere in Italia la cultura della radioprotezione. La prima iniziativa dell’Area Raggi Zero è stata l’installazione nel corso del convegno AIAC 2015 di uno stand per lo studio dei possibili danni cromosomici negli operatori, medici e infermieri, esposti a radiazioni in collaborazione con il gruppo del CNR di Pisa. I dati raccolti da 67 operatori di sala di elettrofisiologia, di cui 49 medici, 15 infermieri e 3 tecnici, sono confluiti insieme a quelli dei Colleghi Emodinamisti (raccolti durante il congresso GISE) in un database che è in corso di analisi dai Colleghi del CNR. I primi risultati sono di prossima pubblicazione su Circulation Cardiovascular Interventions.

Oggi un’altra iniziativa: mettere a disposizione sul sito dell’AIAC del materiale scientifico per approfondimenti e aggiornamenti in tema di radioprotezione. Tale spazio nasce anche per essere un luogo di confronto sull’uso dei sistemi di mappaggio elettro-anatomico (o non-fluoroscopici) che vengono sempre più frequentemente impiegati nei nostri laboratori per limitare la fluoroscopia durante le procedure di elettrofisiologia. In Italia si registra infatti un grande interesse verso tale settore con un numero considerevole di studi effettuati, alcuni dei quali molto prestigiosi e tante iniziative ancora in corso.

Vi invitiamo quindi a visitare la pagina dell’Area Raggi Zero dove troverete:

  • un decalogo pratico di principi di radioprotezione per cardiologi interventisti a cura di Massimiliano Maines,
  • la presentazione di Michela Casella, principale investigatrice dello studio No-Party, uno dei più importanti e al momento quello più conclusivo nella quantificazione dell’impatto dei sistemi di mappaggio non-fluoroscopici sull’esposizione radiologica durante ablazione,
  • un video di Matteo Anselmino con la tecnica adottata per ridurre le radiazioni durante ablazione della fibrillazione atriale,
  • un video che dimostra la possibilità di impiego dei sistemi di mappaggio non-fluoroscopici anche per l’impianto di device per CRT, procedura che attualmente è ritenuta quella con la più alta esposizione radiologica in ambito cardiologico per pazienti e operatori.

Buona lettura e buona visione!

Maurizio Del Greco e Fiorenzo Gaita,
a nome di tutti i membri di Area Raggi Zero

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