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ORBIT per valutare facilmente il rischio emorragico

L’European Heart Journal presenta un nuovo calcolatore affidabile e di facile utilizzo nella pratica clinica per valutare il rischio di emorragie maggiori nei pazienti con fibrillazione atriale.

Il beneficio in termini di prevenzione dello stroke nella fibrillazione atriale valvolare derivante dalla terapia anticoagulante deve tenere conto del rischio emorragico. Frequentemente i pazienti ad alto rischio tromboembolico sono anche quelli con un elevato rischio emorragico. Le linee-guida raccomandano quindi di tenere conto del rischio di sanguinamento embolico oltre che delle preferenze del paziente nella scelta della terapia da prescrivere nei pazienti ad alto rischio di stroke.

Il problema è come misura il rischio di sanguinamento. Gli score attualmente disponibili – ATRIA e HAS-BLED che è raccomandato dalle nostre linee guida europee – presentano dei punti di debolezza, inoltre richiedono dei dati non sempre facilmente accessibili per tutti i pazienti che fanno uso di anticoagulanti orali. Continua quindi la ricerca dello score perfetto.

Sull’European Heart Journal ne viene proposto uno di nuovo e di facile utilizzo – ORBIT – che si basa 5 fattori di rischio:
– età del paziente > di 75 anni (1 punto)
– emoglobina ed ematocrito diminuiti e storia clinica di anemia (2 punti)
– emorragia (2 punti)
– insufficienza renale (eGFR < 60 mL/min/1.73 m2) (1 punto)
– assunzione antipiastrinici (1 punto)

Lo studio
Lo score disegnato a partire dai dati del registro prospettico ORBIT-AF che ha arruolato 10.132 pazienti con fibrillazione atriale prevalente e incidente in 176 centri statunitensi. Sono stati individuati i fattori di rischio statisticamente associati all’insorgenza di una emorragia maggiore tra i pazienti in terapia anticoagulante in un follow-up mediano di 2 anni. Quindi sono stati inglobati nello score i cinque principali fattori di rischio tenendo conto per ciascuno di essi del loro diverso peso in relazione alla loro forza di associazione con le emorragie maggiori.

Nella valutazione del nuovo score è stato osservato che il tasso di sanguinamento tra i partecipanti del registro ORBIT-AF aumentava al crescere del punteggio calcolato con ORBIT: dal 2,4 per 100 anni-paziente nel gruppo a basso rischio (score 0-2), a 4,7 per 100 anni-pazienti nel gruppo a medio rischio (score 3), fino a 8,1 per 100 anni-pazienti nel gruppo ad alto rischio (scores 4-7). Inoltre nel valutare il valore predittivo di diversi schemi di stratificazione del rischio di sanguinamento nelle coorti di pazienti dello studio ORBIT-AF e dello studio ROCKET-AF, lo score ORBIT ha dimostrato una precisione di discriminazione paragonabile agli score HAS-BLED e ATRIA ma una calibrazione superiore.

Conclusioni
“Lo score ORBIT è uno strumento semplice in grado di predire il rischio di sanguinamento come gli altri score che però sono più complicati nell’utilizzo e può essere adottato per qualsiasi paziente a prescindere dal tipo di terapia anticoagulante in corso”, commenta Emily O’Brien del Duke Clinical Research Institute che ha guidato lo studio.

“Nel caso di condizioni croniche come la fibrillazione atriale la valutazione periodica del rischio di eventi avversi è importante per supportare le scelte cliniche. I fattori di rischio potrebbero cambiare nel tempo in particolare nella popolazione anziana. Pertanto, incorporare nuovi dati nella valutazione longitudinale del rischio garantisce un framework ottimale per la gestione continua della fibrillazione atriale.”

Bibliografia
O’Brien EC, Simon DN, Thomas LE, et al. The ORBIT bleeding score: a simple bedside score to assess bleeding risk in atrial fibrillation. European Heart Journal First published online: 30 September 2015

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