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Rotture degli elettrocateteri sotto e-controllo

I benefici del monitoraggio remoto per una diagnosi tempestiva delle fratture dell’elettrocatetere ventricolare causa di terapie inappropriate. L’esperienza di un centro francese sulla rivista Europace.

La rottura di un elettrocatetere è un evento raro e complicato. A seconda di dove avviene la frattura può portare all’impossibilità di erogare le terapie di defibrillazione oppure determinare un oversensing, oppure l’erogazione di shock inappropriati o perdita di cattura. Spesso è un evento non avvertito dal paziente. Un limite dei follow up tradizionali dei pazienti con ICD è rappresentato dall’acquisizione ritardata delle informazioni diagnostiche memorizzate damonuil dispositivo che se invece vengono acquisite tempestivamente possono facilitare un rapido intervento con conseguenti benefici per il paziente. Il monitoraggio remoto potrebbe garantire una diagnosi tempestiva del malfunzionamento del dispositivo e prevenire conseguenze cliniche avverse e gravi per il paziente.

Per verificare queste ipotesi colleghi dell’Université Lille Nord de France hanno voluto testare sul campo in quale misura il follow up con monitoraggio remoto del paziente portatore di ICD sia in grado di ridurre nello specifico l’erogazione di shock inappropriati conseguenti alla rottura dell’elettrocatetere del ventricolo destro del dispositivo cardiaco.

Lo studio
Come riportano sulla rivista Europace, sono stati presi in esame i dati di 115 casi di frattura del catetere del ventricolo destro dell’ICD  del registro di revisione dei ICD del proprio centro. Le rotture individuate riguardavano 109 pazienti, due quarti dei quali seguiti con il tradizionale sistema di visite ambulatoriali (82) e i rimanenti con un sistema di monitoraggio remoto (33). Dall’analisi dei dati clinici raccolti è stato verificato che 37 pazienti avevano ricevuto almeno uno shock inappropriato. Il primo shock è stato registrato in una percentuale simile di pazienti nei due gruppi: nel 32,9% dei pazienti con follow tradizionale e nel 30,3% dei pazienti con monitoraggio remoto. Delle differenze significative sono emerse nel calcolo del numero medio di shock inappropriati ricevuti dai singoli pazienti, che è risultato di 18 + 5 shock [con una mediana di 10 shock (5-22)] per paziente nel gruppo con follow-up tradizionale, a fronte di 6 + 2 shock [con una mediana di 3,5 shock (1,8-8,3)]  per paziente nel gruppo con monitoraggio remoto.

Conclusioni
Alla luce di questi risultati i colleghi francesi confidano che il monitoraggio remoto aiuti a ridurre il carico di terapie inappropriate erogati conseguentemente alla rottura dell’elettrocatetere dell’ICD. Questo esito clinico è molto importante considerato l’impatto negativo di erogazioni inappropriate per il paziente. Tra i diversi sistemi da sviluppare per evitare shock inappropriati andrebbe contemplato anche il monitoraggio remoto.

Bibliografia
Souissi Z,  Guédon-Moreau L,  Boulé S, et al. Impact of remote monitoring on reducing the burden of inappropriate shocks related to implantable cardioverter-defibrillator lead fractures: insights from a French single-centre registry. Europace 2015; First published online: 26 October 2015

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