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Sindrome di Wolff-Parkinson-White: outcome a lungo termine

Uno studio pubblicato sulla rivista Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology valuta il rischio di fibrillazione atriale e la mortalità a lungo termine nei pazienti con sindrome di Wolff-Parkinson-White. A maggior rischio di fibrillazione atriale i pazienti sottoposti ad ablazione transcatetere, che tuttavia presentano un tasso di mortalità inferiore a quello dei pazienti non sottoposti ad ablazione.  

La storia naturale della sindrome di Wolff-Parkinson-White (WPW) non è ancora perfettamente nota e ancor meno si conoscono gli effetti a lungo termine dell’ablazione transcatetere della via accessoria responsabile della sindrome. La presenza di una via accessoria può essere del tutto asintomatica, manifestandosi esclusivamente con un pattern elettrocardiografico di preeccitazione. In altri casi, al quadro elettrocardiografico possono associarsi tachicardie parossistiche sopraventricolari e, meno frequentemente, episodi di fibrillazione atriale che, promuovendo la desincronizzazione dei ventricoli, possono sfociare in una fibrillazione ventricolare, aumentando il rischio di morte cardiaca improvvisa. Sebbene la stratificazione del rischio di morte cardiaca improvvisa sulla base dei sintomi sia fondamentale per un’adeguata scelta terapeutica, l’avvento dell’ablazione transcatetere ha modificato l’approccio al paziente con sindrome di WPW. Sempre più spesso pazienti con sola evidenza elettrocardiografica di preeccitazione sono indirizzati direttamente allo studio elettrofisiologico ed alla eventuale ablazione.

Un recente studio di T. Jared Bunch et al. (1) pubblicato sulla rivista Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology ha valutato la storia naturale e l’incidenza a lungo termine di tachiaritmie in una popolazione di pazienti affetti dalla sindrome di WPW.

Lo studio

Sono stati arruolati 872 pazienti con sindrome di WPW sottoposti ad ablazione transcatetere, 1461 pazienti con sindrome di WPW non sottoposti ad ablazione e 11175 pazienti nel gruppo controllo. Ad un follow-up medio di 7.9 anni, il rischio di sviluppare fibrillazione atriale è risultato essere significativamente minore nei pazienti del gruppo controllo rispetto ai pazienti con sindrome di WPW (p<0.0001); fra questi ultimi, il rischio di fibrillazione atriale era significativamente maggiore nel gruppo di pazienti sottoposti ad ablazione transcatetere (p<0.0001).

Il tasso di mortalità dei pazienti con sindrome di WPW è risultato simile a quello dei pazienti del gruppo controllo (p=0.56) e significativamente inferiore nei pazienti sottoposti ad ablazione transcatetere rispetto a quelli non sottoposti ad ablazione (p<0.0001).

Conclusioni

Il tasso di mortalità nei pazienti con sindrome di WPW è simile a quello della popolazione generale. Nei pazienti sottoposti ad ablazione transcatetere, il rischio di sviluppare fibrillazione atriale è superiore rispetto a quello del gruppo di pazienti non sottoposti ad ablazione. In entrambi i gruppi, la prevalenza a lungo termine di fibrillazione atriale è superiore a quella della popolazione generale.

Domenico Giovanni Della Rocca, MD
Dipartimento di Cardiologia, Policlinico “Tor Vergata”, Roma

Bibliografia

Bunch TJ, May HT, Bair TL et al. Long-term natural history of adult Wolff-Parkinson-White syndrome patients treated with and without catheter ablation. Circ Arrhythm Electrophysiol. 2015; 8: 1465-71.

 

 

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