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Una fotografia della prevenzione dell’ictus correlato a FA in Europa

Recentemente, nell’ambito di un progetto finanziato da Pfizer BMS alliance, è stato stilato un rapporto sulla prevenzione dell’ictus correlato a fibrillazione atriale sotto la guida di uno steering committee di cui facevano parte il prof. A. John Camm, Trudie Lobban (Arrhythmia Alliance) ed Eve Knight (AntiCoagulation Europe).

Tale rapporto, denominato The Route Map and European Atlas on the prevention of AF-related stroke, presenta dati-chiave sulla dimensione del problema dell’ictus correlato a fibrillazione atriale in 27 differenti paesi, evidenzia le problematiche dell’implementazione dell’attuale pratica clinica e riporta esempi di iniziative che hanno migliorato la pratica clinica in diverse realtà europee.
 
 
I punti salienti che si evincono sono i seguenti:

  1. La fibrillazione atriale non ha ancora la priorità che meriterebbe nelle politiche nazionali ed internazionali. Un esempio: l’atlante sulle malattie cardiache e stroke dell’Organizzazione Mondiale della Sanità non menziona la fibrillazione atriale come uno dei principali fattori di rischio dello stroke, sebbene un quinto degli stroke sia correlato alla fibrillazione atriale.
  2. A causa di una scarsa diffusione di informazione sulla fibrillazione atriale e di uno scarso utilizzo della palpazione del polso nelle visite mediche di routine, fino ad un terzo dei casi di fibrillazione atriale possono rimanere misconosciuti. In Italia, l’iniziativa di ALICe (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale), con screening annuale gratuito in più di 3000 farmacie per diagnosticare la fibrillazione atriale, rappresenta un esempio innovativo di come potrebbe essere affrontato il problema.
  3. In molti paesi l’informazione fornita al paziente con fibrillazione atriale risulta carente, in quanto molti di essi risultano avere una inadeguata comprensione del loro stato di salute e dell’importanza della terapia anticoagulante.
  4. Sebbene le ultime linee guida ESC raccomandino che a tutti i pazienti con aumentato rischio di ictus sia proposta un’appropriata terapia anticoagulante, in Italia un terzo dei pazienti con fibrillazione atriale ed elevato rischio di stroke, come le persone anziane di sesso femminile, rimangono ancora senza questa terapia. In altri paesi questa percentuale è anche più alta e può raggiungere il 40%. Inoltre, diffusamente in Europa, i medici, soprattutto quelli di medicina generale, tendono a sovrastimare l’effetto antitrombogeno dell’aspirina sebbene vi siano evidenze che questa terapia sia inadeguata per la prevenzione dello stroke correlato alla fibrillazione atriale, come anche evidenziato dalle linee guida ESC.
  5. In generale in Europa mancano dati solidi sull’epidemiologia della fibrillazione atriale e dell’ictus ad essa correlato. In Italia, grazie alla ricerca pubblicata da Massimo Zoni Berisso, sappiamo che la prevalenza di fibrillazione atriale nella popolazione generale è di 2.04%, mentre la percentuale di stroke correlati alla fibrillazione atriale è del 19.4% come riportato dal Cerebrovascular Aosta Registry.

Documenti

Il testo integrale del report (PDF: 8,3 Mb)

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