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Verso una cultura della sicurezza

In merito alle proposte di legge in materia di responsabilità professionale Luigi Conte, segretario della Fnomceo, chiede “una ridefinizione dei profili di responsabilità civile e penale del medico e dei professionisti sanitari”. Incrementare la sicurezza nel Ssn migliorando la gestione del sistema e colmando il gap tra le aspettative dei pazienti e quello che la medicina può realmente fare. Introdurre un Fondo di Tutela per le discipline non coperte da assicurazione.

La notizia pubblicata sul Quotidiano Sanità

“L’Italia è uno degli ultimi due Paesi in Europa ad aver conservato la responsabilità in sede penale per il medico o l’operatore sanitario che, con la loro condotta colposa, abbiano causalmente concorso a determinare l’evento avverso”. E, peraltro, “nella maggior parte dei casi l’errore umano è solo l’ultimo anello di una catena di difetti del sistema, a cui invece è imputabile ben l’80% degli eventi avversi”. Serve dunque “una ridefinizione dei profili di responsabilità civile e penale del medico e dei professionisti sanitari”.

Ad affermarlo, di fronte ai deputati della Commissione Affari Sociali della Camera, è stato il segretario della Fnomceo, Luigi Conte, in occasione dell’audizione tenuta ieri sulle proposte di legge in materia di Responsabilità professionale (vedi i Ddl presentati in Parlamento).

Per Conte, però, rivedere i profili civili e penali non basta a risolvere il problema. Che, appunto, ha radici più profonde. “C’è bisogno di una politica volta ad una maggior sicurezza delle cure, tramite il miglioramento degli standard delle organizzazioni sanitarie e delle attività mediche”, ha spiegato il segretario della Fnomceo ai deputati. Per incrementare la Sicurezza, occorre – secondo la Fnomceo – da un lato saper gestire la complessità di un sistema che vede lo sviluppo incessante delle conoscenze scientifiche, delle competenze professionali, delle tecnologie di diagnosi e di cura, e che si trova a ‘fare i conti’ con risorse economiche limitate, e a confrontarsi con la molteplicità delle relazioni intra e interprofessionali. Dall’altro, fronteggiare le aspettative e le attese dei pazienti sull’esito delle cure che tali progressi inevitabilmente creano, a “colmare cioè il gap tra ‘Medicina dei desideri’ e ‘Medicina delle cure’”.

In definitiva, deve nascere in Italia quella che Conte ha definitivo “una Cultura della Sicurezza”, che introduca e implementi, nelle organizzazioni sanitarie, sistemi di prevenzione, di gestione e di analisi del rischio.

Per la Fnomceo è poi necessario garantire una la gestione tempestiva ed equa dei sinistri, possibilmente in ambito extragiudiziale, qualora si individui una responsabilità a carico della struttura e/o del singolo professionista.

Una problematica “non secondaria e assolutamente emergente” è poi, a parere di Conte, quella dell’obbligo assicurativo, a fronte di una ridotta di una ridotta offerta di polizze “a costi esorbitanti, oltre che difficilmente sostenibili”. Per la Fnomceo “è importante che venga costituito il Fondo di Tutela per le discipline non coperte da assicurazione, e che vengano definiti i requisiti minimi delle polizze e le tabelle cui fare riferimento per la determinazione del risarcimento”.

“La responsabilità – afferma infine Conte sottolineando la necessità di intervenire in materia – è l’essenza stessa della professionalità e della potestà di curare, è il pilastro fondante dell’autonomia del medico nelle scelte diagnostiche e terapeutiche, al fine di garantire le più idonee condizioni di sicurezza del paziente”.

Allegati
Il testo integrale dell’audizione (PDF: 80 Kb)

Fonte
www.quotidianosanita.it

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