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Why NAO: Know How

Il Giornale Italiano di Cardiologia dedica un approfondimento sui nuovi anticoagulanti orali nella pratica clinica cardiologica: perché e come scegliere?

La terapia anticoagulante orale riduce in modo significativo l’incidenza di ictus nei pazienti con fibrillazione atriale. Tuttavia risulta spesso sottoutilizzata, in particolare nei pazienti a maggior rischio di eventi, il più delle volte per il timore di possibili complicanze emorragiche. Negli ultimi anni la ricerca ha portato avanti lo studio e la sperimentazione clinica di nuove molecole attive sulla coagulazione somministrabili per via orale, in alternativa agli antagonisti della vitamina K.

Una rassegna a firma di Roberta Rossini et al., pubblicata Giornale Italiano di Cardiologia, illustra caratteristiche e risultati emersi dai principali studi delle quattro molecole ad azione anticoagulante orale – dabigatran, rivaroxaban, apixaban ed edoxaban – che sono utilizzabili nella profilassi antitrombotica dei pazienti con fibrillazione atriale parossistica o persistente/ permanente.  Inoltre, presenta ai lettori un’applicazione gratuita per ­smart­phone e tablet, che consente l’identificazione del nuovo anticoagulante orale più adatto secondo i criteri di prescrivibilità e rimborsabilità e interazioni farmacologiche, guidando anche la loro gestione perioperatoria nel paziente sottoposto a interventi chirurgici.

Ragionevoli certezze
I nuovi anticoagulanti orali (NAO) rappresentano una valida alternativa al trattamento con warfarin nella prevenzione del rischio tromboemobolico nei pazienti affetti da fibrillazione atriale non valvolare, con un rapporto rischio-beneficio estremamente favorevole. Rispetto alla terapia con warfarin, essi determinano una significativa riduzione di ictus, emorragia intracranica e mortalità, con un’incidenza simile di sanguinamenti maggiori, seppur con un aumentato rischio di sanguinamenti gastrointestinali.
Aspetti controversi
La scelta del nuovo farmaco anticoagulante orale non può prescindere da criteri di prescrivibilità e rimborsabilità ed interazioni farmacologiche.
Prospettive
I NAO potrebbero trovare ampio impiego in tutti i pazienti, senza controindicazioni assolute a terapia anticoagulante, in cui non viene praticata la terapia con warfarin. Quest’ultima, infatti, è spesso sottoutilizzata, essendo impiegata in meno del 60% dei pazienti con fibrillazione atriale che ne avrebbero indicazione, nonostante sia stato ampiamente dimostrato che riduce in modo significativo l’incidenza di ictus. Peraltro, l’efficacia del warfarin dipende dal livello di anticoagulazione raggiunto ed i pazienti trattati con warfarin risultano in corretto range terapeutico solo per il 63% del tempo di trattamento. Inoltre, i sanguinamenti maggiori, in particolare le emorragie intracraniche, anche se complessivamente presentano una bassa incidenza, sono la complicanza più frequente e più temuta. I NAO potrebbero trovare ampio impiego anche nei pazienti con significativo rischio trombotico che assumono terapia con aspirina. La terapia con aspirina come monoterapia nella prevenzione dell’ictus nei pazienti con fibrillazione atriale andrebbe scoraggiata, in quanto non risulta essere efficace nella prevenzione delle complicanze tromboemboliche.

 

Bibliografia
Rossini R, Pecora D, Ferlini M, et al. Why NAO: Know How Perché e come scegliere i nuovi anticoagulanti orali nella pratica clinica cardiologica. G Ital Cardiol 2015; 16: 175-85.

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