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Gli albori della profilassi tromboembolica nella fibrillazione atriale

Il paziente con fibrillazione atriale presenta un aumentato rischio di eventi tromboembolici (ictus ischemico ed embolie sistemiche). Proteggere tale paziente con la terapia anticoagulante orale è oggi pratica clinica consolidata. Negli ultimi 10 anni, inoltre, l’introduzione degli anticoagulanti diretti ha dato alla terapia anticoagulante orale nella fibrillazione atriale una “seconda giovinezza”. Oggi diamo per scontato che la terapia anticoagulante orale a lungo termine è la migliore strategia, ma tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta l’efficacia e la sicurezza di questa strategia terapeutica non erano ancora noti. Questo mese leggiamo insieme lo studio SPAF (Stroke Prevention in Atrial Fibrillation) pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 1990. Lo studio SPAF è stato uno dei primi studi randomizzati che ha testato l’efficacia e la sicurezza del Warfarin (l’unico anticoagulante orale disponibile all’epoca) nella riduzione del rischio di stroke ischemico nel pazienti con fibrillazione atriale.

Lo studio SPAF pubblicato sul New England Journal of Medicine nel 1990 (Stroke Prevention in Atrial Fibrillation Study Group Investigators. Preliminary report of the Stroke Prevention in Atrial Fibrillation Study. N Engl J Med. 1990 Mar 22; 322(12): 863-8.)

In questo studio randomizzato, controllato con placebo, 1244 pazienti con fibrillazione atriale venivano randomizzati a ricevere la terapia anticoagulante orale (warfarin o aspririna, in caso di controindicazioni al warfarin) o placebo. Dopo solo un anno di follow-up mediano, i pazienti trattati con terapia anticoagulante orale presentavano una riduzione del rischio di stroke dell’81% rispetto ai pazienti trattati con placebo.

Rischio cumulativo di stroke ischemico nei pazienti trattati con warfarin o aspirina rispetto ai pazienti trattati con placebo.

Lo studio SPAF è stato uno dei primi trial pioneristici che ha dimostrato in maniera inequivocabile l’efficacia della terapia anticoagulante nella protezione dallo stroke ischemico del paziente con fibrillazione atriale, per questo può essere considerato una Pietra Miliare della letteratura scientifica cardiologica. Sono passati oltre 30 anni dalla pubblicazione di questo studio e da allora la terapia anticoagulante ha evitato molte migliaia di ictus contribuendo a ridurre la morbilità e mortalità della fibrillazione atriale.

A cura di Pietro Palmisano

Bibliografia:

Stroke Prevention in Atrial Fibrillation Study Group Investigators. Preliminary report of the Stroke Prevention in Atrial Fibrillation Study. New England Journal of Medicine 1990; 322 (12): 863-8.

 

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