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ATLAS Trial: il confronto tra defibrillatore sottocutaneo (S-ICD) e transvenoso (TV-ICD)

L’ATLAS Trial1 è il primo studio prospettico randomizzato controllato in cui l’obiettivo principale è quello di valutare i tassi di complicanze correlate all’elettrocatetere tra l’S-ICD e i dispositivi TV-ICD monocamerali a 6 mesi dall’impianto. Si tratta di un investigator sponsored research study, progettato e guidato dal Population Health Research Institute (Canada), dal dottor Jeff S. Healey, MSc, FHRS e dal comitato direttivo ATLAS. Lo studio ha randomizzato 503 pazienti, che hanno superato lo screening S-ICD, tra febbraio 2017 e luglio 2021: 252 pazienti sono stati sottoposti ad impianto di S-ICD e 253 pazienti all’impianto di TV-ICD monocamerale.

Come complicanze correlate all’elettrocatetere sono state considerate:

  • Emotorace o pneumotorace
  • Perforazione cardiaca, tamponamento o versamento pericardico o pericardite
  • Rimozione dell’elettrocatetere o perdita di sensing/stimolazione per cui è richiesta una revisione
  • Nuova insufficienza tricuspidale di grado moderato-grave o grave
  • Trombosi venosa profonda dell’arto superiore omolaterale.  

L’S-ICD è superiore al TV-ICD

L’endpoint primario dello studio è stato raggiunto: sono state infatti del 92% inferiori le complicanze correlate all’elettrocatetere nei pazienti con S-ICD (1 paziente con S-ICD EMBLEM™ contro 12 pazienti con TV-ICD monocamerali di qualsiasi produttore, con p=0,003).

Come outcome secondari dello studio sono stati valutati:

  • le complicanze che richiedono un intervento chirurgico (anche in questo caso si evidenzia il trend favorevole a S-ICD)
  • l’efficacia di conversione nella tachicardia ventricolare e nella fibrillazione ventricolare (più del 99% per entrambi i bracci in studio)
  • i tassi di shock inappropriati (2,7% per S-ICD e 1,2% per TV-ICD, con una differenza non statisticamente significativa).

In conclusione, data l’elevata efficacia di conversione, i bassi tassi di shock inappropriati e il tasso decisamente inferiore di complicazioni associate agli elettrocateteri, l’S-ICD si conferma una soluzione collaudata per la maggior parte dei pazienti a rischio di morte cardiaca improvvisa, quando non vi siano indicazioni concomitanti al pacing.

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Bibliografia

  1. Healey JS et al. Subcutaneous Versus Transvenous Defibrillators: The Atlas Trial. Heart Rhythm Society Late Breaking Clinical Trials LB-733 Randomized Clinical Trials. 2022

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