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Decorso clinico dei pazienti con cardiomiopatia ipertrofica impiantati con un defibrillatore transvenoso o sottocutaneo

Il defibrillatore cardiaco impiantabile (ICD) è una terapia salvavita consolidata in pazienti con cardiomiopatia ipertrofica (HCM) ad alto rischio di morte cardiaca improvvisa (SCD). Tuttavia, la terapia con ICD comporta complicazioni a breve e lungo termine che possono comprometterne i benefici clinici. Infatti, la maggior parte dei giovani candidati all’ICD con HCM è prevedibilmente più esposta agli inconvenienti dell’ICD a lungo termine a causa della lunga aspettativa di vita e dello stile di vita attivo. La maggior parte delle complicanze dell’ICD sono dovute agli elettrocateteri intracardiaci, un componente essenziale degli ICD transvenosi (ICD-TV). L’ICD sottocutaneo (S-ICD) non utilizza elettrocateteri intracardiaci e pertanto dovrebbe ridurre le complicanze, in particolare nei pazienti giovani, per le caratteristiche sopra citate. Secondo le linee guida statunitensi ed europee, se non sono necessarie la stimolazione antibradicardica e antitachicardica (ATP) o la terapia di resincronizzazione cardiaca, i candidati all’ICD beneficiano ugualmente di un TV-ICD o un S-ICD. Un’analisi aggregata delle coorti EFFORTLESS e IDE (1) ha riportato che l’S-ICD era altrettanto sicuro ed efficace sia nei pazienti con HCM che in quelli non-HCM. Inoltre, una recente analisi del database ALTITUDE (2) di Boston Scientific ha dimostrato che i pazienti con HCM e S-ICD avevano un tasso di terapie significativamente inferiore rispetto ai pazienti con TV-ICD. Tuttavia, questo studio ha esaminato esclusivamente le terapie ICD e non ha compreso alcuna caratterizzazione clinica dei pazienti, degli eventi clinici, della progressione della malattia o delle complicanze. Pertanto in quest’analisi retrospettiva di un’ampia coorte di pazienti con HCM impiantati con un S-ICD o un TV-ICD (3), gli autori hanno voluto confrontare il tasso di interventi appropriati e inappropriati, di complicanze correlate alla procedura e al dispositivo, nonché gli eventi avversi maggiori correlati alla malattia e la mortalità.

Nello studio sono stati arruolati pazienti consecutivi con HCM impiantati con un S-ICD (n = 216) o un TV-ICD (n = 211). Per confrontare la sopravvivenza libera da eventi a 5 anni e il rischio di eventi sono stati utilizzate curve cumulative di Kaplan-Meier propensity-adjusted e modelli di rischio proporzionali (Cox).

 

Figura 1. Principali risultati dello studio (Da: Europace, Volume 25, Issue 9, September 2023, euad270, https://doi.org/10.1093/europace/euad270) (3)

 

I principali risultati (riassunti nel graphical abstract riportato in figura 1 sono stati i seguenti:

1) l’incidenza delle terapie appropriate (incluso l’ATP) era significativamente inferiore nei pazienti con S-ICD rispetto ai pazienti con TV-ICD, sebbene il tasso di shock appropriati fosse comparabile;

2) il tasso di rilevamento di aritmie inappropriate seguita dall’erogazione della terapia è stata inferiore nei pazienti con S-ICD, principalmente come conseguenza degli interventi di ATP nei pazienti con TV-ICD;

3) I pazienti con S-ICD e TV-ICD hanno manifestato un tasso simile di complicanze correlate al dispositivo, sebbene il rischio di complicanze maggiori correlate all’elettrocatetere fosse inferiore nei pazienti con S-ICD;

4) I pazienti con S-ICD e TV-ICD hanno mostrato un tasso di complicanze correlate alla malattia a 5 anni e una sopravvivenza simili.

In conclusione, i pazienti con cardiomiopatia ipertrofica impiantati con un S-ICD hanno mostrato un rischio inferiore a 5 anni di terapie ICD appropriate e inappropriate, nonché di complicanze maggiori correlate agli elettrocateteri, rispetto a quelli con un TV-ICD. Tuttavia, è importante notare che il tasso di complicanze per tutte le cause, di complicanze legate alla malattia e di mortalità era simile tra i due gruppi. Pertanto, è essenziale un ulteriore follow-up a lungo termine per determinare se la minore incidenza osservata di complicanze maggiori possa potenzialmente portare a un vantaggio in termini di morbilità o sopravvivenza nei pazienti con HCM portatori di un impianto S-ICD.

 

Bibliografia

  1. Lambiase PD, Gold MR, Hood M, Boersma L, Theuns DAMJ, Burke MC et al. Evaluation of subcutaneous ICD early performance in hypertrophic cardiomyopathy from the pooled EFFORTLESS and IDE cohorts. Heart Rhythm 2016;13:1066-74.
  2. Jankelson L, Garber L, Sherrid M, Massera D, Jones P, Barbhaiya C et al. Subcutaneous versus transvenous implantable defibrillator in patients with hypertrophic cardiomyopathy. Heart Rhythm 2022;19:759-67.
  3. Francia P, Ziacchi M, Adduci C, Ammendola E, Pieragnoli P, De Filippo P, Rapacciuolo A, Rella V, Migliore F, Viani S, Musumeci MB, Biagini E, Lovecchio M, Baldini R, Falasconi G, Autore C, Biffi M, Cecchi F. Clinical course of hypertrophic cardiomyopathy patients implanted with a transvenous or subcutaneous defibrillator. Europace. 2023 Aug 2;25(9):euad270. doi: 10.1093/europace/euad270.

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