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Defibrillatori impiantabili: accettazione del paziente del dispositivo sottocutaneo rispetto a quello transvenoso

I defibrillatori cardioverter impiantabili (ICD) sono una terapia consolidata per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa. Tuttavia, il distress psicologico correlato all’impianto del dispositivo incide negativamente sulla qualità della vita dei pazienti che ricevono l’indicazione all’ICD. Inoltre, è noto come, in alcuni specifici sottogruppi di pazienti (donne, soggetti più magri, pazienti più giovani), il dispositivo provochi un livello di ansia maggiore, a causa delle preoccupazioni relative alle conseguenze sull’aspetto corporeo. Negli ultimi anni, per aumentare l’accettazione dei dispositivi da parte dei pazienti, sono state prese in considerazione alternative come l’impianto sottomammario che ha mostrato una migliore accettazione, soprattutto tra le donne. Anche l’ICD sottocutaneo (S-ICD) è un’efficace alternativa all’ICD transvenoso. Tuttavia, l’impatto della diversa posizione del generatore e del maggiore volume del device sull’accettazione dei pazienti è ancora sconosciuto.

Lo scopo dello studio recentemente pubblicato di Vicentini et al. è stato quindi quello di valutare l’accettazione da parte del paziente dell’S-ICD e indagare sulla eventuale associazione fra questa e alcune variabili cliniche e relative all’impianto. Nei pazienti con insufficienza cardiaca sintomatica e frazione di eiezione ridotta (HFrEF), cioè la più comune indicazione per l’impianto di ICD in Nord America ed Europa, l’accettazione dell’S-ICD è stata confrontata con un gruppo di controllo di pazienti sottoposti ad impianto di un ICD transvenoso.

L’accettazione del paziente è stata calcolata con un questionario validato, la Florida Patient Acceptance Survey (FPAS), che indaga i seguenti quattro ambiti: return to function (RTF), distress correlato al dispositivo (DRD), valutazione positiva (PA) e preoccupazioni relative all’immagine corporea (BIC). Il sondaggio è stato somministrato ai due gruppi di pazienti 12 mesi dopo l’impianto.

Nei 4 ambiti dello strumento su una scala da 0 a 100 punti, un punteggio alto di RTF e PA si traduce in una migliore accettazione, mentre un punteggio alto su DRD e BIC rappresenta una peggiore accettazione.

176 pazienti sono stati sottoposti a impianto di S-ICD. Il totale FPAS e i singoli fattori non differivano in base al sesso, alle caratteristiche fisiche o al posizionamento del generatore.

I pazienti con HFrEF avevano FPAS e RTF inferiori. I pazienti più giovani mostravano una migliore RTF. I pazienti con HFrEF sottoposti ad impianto di S-ICD avevano FPAS, RTF, DRD e BIC comparabili ai pazienti HFrEF impiantati con l’ICD transvenoso ma mostravano una migliore PA in modo significativo.

In conclusione, lo studio ha rivelato un’accettazione positiva da parte dei pazienti dell’S-ICD, anche in gruppi a rischio di maggiore distress psicologico come donne, pazienti più magri e pazienti più giovani. Tra i pazienti con frazione di eiezione ridotta, l’S-ICD era associato a un migliore valutazione positiva rispetto all’ICD transvenoso, suggerendo quindi una maggiore accettazione per questo tipo di dispositivo in questa tipologia di pazienti.

 

Bibliografia

Vicentini A, Bisignani G, De Vivo S, Viani S, Savarese G, Francia P, Celentano E, Checchi L, Carreras G, Santini L, Lamberti F, Ottaviano L, Scalone A, Giorgi D, Lovecchio M, Valsecchi S, Rordorf R; “S-ICD Rhythm Detect” Investigators. Patient acceptance of subcutaneous versus transvenous defibrillator systems: A multi-center experience. J Cardiovasc Electrophysiol 2022;33(1):81-89.

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