Questa sezione è realizzata grazie ad
un contributo non condizionato di

Notizie e commenti

Esiti clinici nei pazienti con defibrillatore sottocutaneo

Sponder e colleghi hanno analizzato gli esiti clinici di 231 pazienti sottoposti a impianto di sistema S-ICD tra dicembre 2012 e maggio 2017 presso 12 centri in Austria. Il follow-up medio è stato di 1,7 ± 1,1 anni. Le indicazioni per l’S-ICD comprendevano la prevenzione della morte cardiaca improvvisa e il trattamento di diverse aritmie ereditarie. Nel complesso, il 58% dei sistemi S-ICD era stato impiantato per finalità di prevenzione primaria.

Sono stati documentati shock appropriati in 16 pazienti (6,9%), con un’efficienza del primo shock pari al 96%. Shock inappropriati sono invece stati registrati in 12 pazienti (5,2%). Di questi 12 casi, 5 (42%) sono stati causati dall’oversensing dell’onda T- 6 dei 12 pazienti (50%) avevano un sistema S-ICD di prima generazione, senza la tecnologia SMART Pass. In questa analisi, solo 2 pazienti (0,8%) hanno richiesto un passaggio a un TV-ICD per necessità di stimolazione anti-bradicardica.

Vedi anche:
S-ICD: dati positivi da un follow-up a 6 anni

Bibliografia

1. Sponder M, Khazen C, Dichtl W, et al. Specific indications and clinical outcome in patients with subcutaneous ICD – A nationwide multicentre registry. Euopean Journal of Internal Medicine 2018; 48: 64 – 68.

 

Ultimi articoli

Nuovo appuntamento con l’Angolo dell’Editoria

Giovedì 30 giugno 2022 alle ore 18.00 è previsto un nuovo appuntamento con l’Angolo dell’Editoria: ad essere presentato, il libro “Il blocco percutaneo del ganglio stellato a scopo antiaritmico. Una guida pratica” a cura di Simone Savastano.

Leggi

Verso AIAC 2022

Le novità del prossimo Congresso Nazionale dell’Associazione Il 18° Congresso Nazionale AIAC…

Leggi

Lesioni cerebrali rilevate dalla RMN e funzione cognitiva dopo ablazione di fibrillazione atriale: lo studio AXAFA-AFNET 5

Pubblicati su Circulation i risultati di un’analisi dello studio AXAFA-AFNET 5 che ha valutato la prevalenza di lesioni cerebrali ischemiche rilevate mediante RMN dopo una procedura di ablazione di fibrillazione atriale parossistica eseguita senza interrompere l’anticoagulante orale.

Leggi