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Gli shock erogati dagli S-ICD non provocano lesioni al cuore

Gli shock erogati dai defibrillatori impiantabili transvenosi (TV-ICD) si associano ad alterazioni fisiologiche, micro-lesioni miocardiche e a una maggiore mortalità (1,2,3). Tuttavia, fino a questo momento non era chiaro se queste conseguenze si verificassero anche in seguito a shock erogati da defibrillatori  sottocutanei. Ora uno studio realizzato presso l’Ospedale Monaldi di Napoli, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Europace, ha finalmente indagato questo aspetto (4). È emerso che, a differenza dei TV-ICD, gli shock erogati dagli S-ICD non causano lesioni a livello del muscolo cardiaco.

I ricercatori hanno preso in considerazione 32 pazienti sottoposti a impianto di S-ICD. L’endpoint primario dello studio era costituito dalla gravità di eventuali micro-lesioni miocardiche, valutate mediante l’analisi dei livelli sierici di troponina cardiaca ad alta sensibilità (hs-CTnl) e di creatinchinasi-MB (CK-MB), prima e dopo uno shock erogato durante un test di defibrillazione (DFT) intraoperatorio. L’endpoint secondario, invece, era costituito dallo stress emodinamico, valutato attraverso la variazione dei livelli sierici di frammento N-terminale del propeptide natriuretico di tipo B (NT-proBNP) e di copeptina (CP), in seguito a uno shock erogato durante un DFT intraoperatorio. Dai risultati non sono emerse differenze, per quanto riguarda i livelli di hsCTnl e di CK-MB, a un’ora dall’erogazione dello shock e 6 e 24 ore dopo il DFT. Allo stesso modo, non sono emersi incrementi significativi in merito ai livelli di NT-proBNP. Invece, i livelli sierici di copeptina sono risultati più elevati a un’ora dall’erogazione dello shock, ma questa variazione è poi scomparsa alle valutazioni a 6 e a 24 ore.

Di conseguenza, gli autori dello studio concludono l’erogazione di shock da parte di un S-ICD non causa lesioni miocardiche negli esseri umani. Ulteriori studi sono necessari per confermare questi risultati ed effettuare  un confronto diretto tra TV-ICD e S-ICD in termini di danni cardiaci.

Vedi anche:
Update dal registro EFFORTLESS: dati positivi a lungo termine
S-ICD: dati positivi da un follow up a 6 anni

Bibliografia

1. Proietti R, Labos C, Davis M, et al. A systematic review and met-analysis of the association between implantable cardioverter defibrillator shocks and long-term mortality. Canadian Journal of Cardiology 2015; 31: 270 – 277.
2. Francis CK, Kuo YH, Azzam I, et al. Brain natriuretic peptide and biomarkers of myocardial ischemia increase after defibrillation threshold testing. Pacing and Clinical Electrophysiology 2012; 35: 314 – 319.
3. Semmler V, Biermann J, Haller B, et al. ICD shock, not ventricular fibrillation, causes elevation of high sensitive troponin T after defibrillation threshold – the prospective, randomized, multicentre trop-shock-trial. PLoS One 2015; 10: e0131570.
4. D’Onofrio A, Russo V, Bianchi V, et al. Effects of defibrillation shock in patients implanted with a subcutaneous defibrillator: a biomarker study. Europace 2017; 00: 1 – 7.

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