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S-ICD: bassi tassi di complicanze in pazienti con LVEF ≤35%

Un impianto ICD è più comunemente indicato per la prevenzione primaria della morte cardiaca improvvisa in pazienti con frazione di eiezione ventricolare sinistra (LVEF) non superiore al 35% (1). Storicamente, tuttavia, come dimostrato dal profilo del paziente nei registri EFFORTLESS e IDE, un numero esiguo di pazienti S-ICD ha avuto questa indicazione (2). Lo studio prospettico globale, multicentrico, non randomizzato UNTOUCHED mira a valutare i risultati in un gruppo di pazienti con LVEF ≤35% sottoposti a impianto S-ICD. Una relazione sui dati preliminari riguardanti la sicurezza e l’efficacia è stata recentemente presentata da Boersma et al.

Popolazione di pazienti simile a quella del MADIT-RIT

Con un età media di 56 ± 12 anni, i 1.116 pazienti arruolati nello studio UNTOUCHED erano più anziani di quelli degli studi IDE (3), EFFORTLESS (4) e post-approvazione (5), avevano una LVEF inferiore e per oltre la metà (54%) presentavano una cardiomiopatia ischemica. L’insufficienza cardiaca e i tassi di comorbidità erano più elevati rispetto a quelli negli studi precedenti ed erano simili a quelli osservati in pazienti che avevano ricevuto un TV-ICD nello studio MADIT-RIT (1).

Elevato successo all’impianto

L’S-ICD è stato impiantato con successo in 1.112 pazienti (99,6%) (6). Il test di defibrillazione (DFT) è stato eseguito nell’82,1% dei pazienti e il tasso di conversione è stato pari al 99,2% con il 93,5% convertito con successo a 65 J o a un valore inferiore (1). Amin et al. hanno precedentemente identificato un basso indice di massa corporea (BMI) come fattore predittivo del successo della DFT (7). Ciò è stato confermato nello studio di coorte UNTOUCHED (1), che mette in risalto l’importanza del corretto posizionamento del dispositivo in pazienti con indice di massa corporea elevato.

Bassa percentuale di complicanze, anche in pazienti ad alto rischio

La percentuale di assenza di complicanze a trenta giorni era pari al 95,8% (1), paragonabile alle percentuali osservate in IDE (95,6%) (3), EFFORTLESS (95,9%) e PAS (96,2%) (5). Le complicanze erano principalmente legate alla guarigione postoperatoria e alla gestione del dolore (1).

Bibliografia

  1. Boersma LV, EI-Chami MF, Bongiorni MG et al. Understanding outcomes with the emblem S-ICD in primary prevention patients with low ef study (UNTOUCHED): clinical characteristics and perioperative results. Heart Rhythm 2019; 16 (11): 1636-44.
  2. Boersma LV, Barr CS, Burke MC et al. Performance of the subcutaneous implantable cardioverter-defibrillator in patients with a primary prevention indication. Heart Rhythm 2017; 14: 367-75.
  3. Weiss R, Knight BP, Gold MR, et al. Safety and efficacy of a totally subcutaneous implantable-cardioverter defibrillator. Circulation 2013; 128 (9): 944-53.
  4. Boersma L, Barr C, Knops R, et al. Implant and midterm outcomes of the subcutaneous implantable cardioverter-defibrillator registry: the effortless study. Journal of American College of Cardiology 2017; 70(7): 830-41.
  5. Gold MR, Aasbo JD, El-Chami MF, et al. Subcutaneous implantable cardioverter-defibrillator post-approval study: clinical characteristics and perioperative results. Heart Rhythm 2017; 14 (10): 1456-63.
  6. Boersma L. Procedural outcome of the untouched study: subcutaneous icd for primary prevention in patients with left ventricular dysfunction. Heart Rhythm Society 2019; San Francisco.
  7. Amin AK, Gold MR, Burke MC, et al. Factors associated with high-voltage impedance and subcutaneous implantable defibrillator ventricular fibrillation conversion success. Circulation: Arrhythmia and Electrophysiology 2019; 12 (4): e006665.

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