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S-ICD di seconda generazione e impianto a due incisioni intermuscolare: un’esperienza multicentrica

Sia la scelta di un defibrillatore sottocutaneo (S-ICD) di seconda generazione che la tecnica di impianto a due incisioni intermuscolare sono risultati, in studi precedenti, in grado di ridurre shock inappropriati e complicanze. Di recente uno studio italiano multicentrico ha analizzato questi risultati su una vasta popolazione di pazienti impiantati secondo queste metodiche: sono stati analizzati 101 pazienti consecutivi (75% maschi, età media 45 ± 13 anni) di cui 29 (29%) impiantati in prevenzione secondaria e 24 (24%) con un precedente impianto di ICD transvenoso.

Dai risultati è emerso che tutti i pazienti sono stati impiantati senza complicanze correlate alla procedura. Il test di fibrillazione è stato eseguito su 80 (79%) pazienti e il tasso di conversione a energia ≤65 J ha avuto successo nel 98,75% (79/80) dei pazienti senza modifiche all’impianto del generatore di impulsi. Durante un follow-up mediano di 21 ± 10 mesi, non sono state osservate complicanze che richiedevano revisione chirurgica o infezioni locali o sistemiche correlate al dispositivo. Dieci pazienti (9,9%) hanno ricevuto shock appropriati ed efficaci su aritmie ventricolari. Tre (2,9%) pazienti hanno avuto shock inappropriati dovuti a oversensing del segnale cardiaco (n = 1), segnale non cardiaco (n = 1) e una combinazione di entrambe le tipologie di segnale (n = 1), con un caso che ha richiesto l’espianto del dispositivo. In nessun soggetto è invece stato necessario procedere con un espianto del dispositivo a causa di indicazioni di pacing antitachicardico.

In conclusione, l’S-ICD di seconda generazione impiantato con la tecnica a due incisioni intermuscolare rappresenta una procedura sicura ed efficace e sembra essere associato a un basso rischio di complicanze, come gli shock inappropriati.

Vedi anche:
Le nuove tecniche di impianto del defibrillatore sottocutaneo
Impianto intermuscolare a due incisioni: l’intervento

Bibliografia:
Migliore F, Mattesi G, De Franceschi P, et al. Multicentre experience with the second-generation subcutaneous implantable cardioverter defibrillator and the intermuscular two-incision implantation technique. Journal of Cardiovascular Electrophysiology 2019; doi: 10.1111/jce.13894.

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