Questa sezione è realizzata grazie ad
un contributo non condizionato di

Notizie e commenti

Update dal registro EFFORTLESS: dati positivi a lungo termine

Studio EFFORTLESS

Dall’aggiornamento dello studio EFFORTLESS, il registro S-ICD più vasto al mondo che sta raccogliendo gli esiti in 985 pazienti, una conferma circa la sicurezza e l’efficacia a lungo termine di questo dispositivo, risultate paragonabili a quelle riscontrate negli ultimi studi sui sistemi TV-ICD.

I pazienti considerati, arruolati presso diversi centri europei, presentavano caratteristiche demografiche e cliniche differenti. Essi erano relativamente giovani (età media 48 ± 17 anni) e con un’indicazione di prevenzione primaria, con bassa frazione d’eiezione (FE) (31%) o di altro tipo (35%), o secondaria (35%). Il 32% dei soggetti era affetto da cardiopatie ischemiche, il 19% da cardiopatie non ischemiche, l’11% da una cardiomiopatia ipertrofica (HCM), il 20% da una canalopatia e il 18% da altre patologie. I risultati, coerenti fra tutti i gruppi e sottogruppi dello studio, hanno messo in evidenza un tasso annuale del 3,4% di shock appropriati. Questo risultato è paragonabile a quelli emersi dagli studi sui dispositivi TV-ICD con terapia di stimolazione antitachicardica (ATP), a dimostrazione della capacità dell’S-ICD di identificare e trattare solo le aritmie ventricolari clinicamente più importanti. Il 2,2% dei pazienti è poi andato incontro a un episodio di tachicardia ventricolare monomorfa (MVT) nel corso dei 3 anni, un dato che non è però risultato correlato alla presenza di una cardiopatia ischemica. Lo sviluppo di una nuova esigenza di stimolazione o ATP è quindi risultata inferiore rispetto a quanto ritenuto in precedenza.

I dati EFFORTLESS mostrano inoltre che l’S-ICD eroga shock appropriati per tachicardie/fibrillazioni ventricolari (TV/FV) spontanee con un’efficacia superiore al 97%. I tassi di shock inappropriato (IAS) sono risultati simili a quelli riportati nei registri TV-ICD con pazienti di età simile, mostrando però prestazioni superiori rispetto ai defibrillatori tradizionali in termini di rilevazione di tachicardie sopraventricolari (TSV), fibrillazioni atriali (FA) e inibizione della terapia. In generale, solo l’1,5% dei pazienti (a 1 anno) è andato incontro a episodi IAS causati da TSV o FA, il 5.6% dei quali dovuto all’oversensing cardiaco, e in particolare dell’onda T.

Tuttavia, solo il 7,6% della coorte EFFORTLESS aveva un S-ICD di seconda generazione, caratterizzato dagli algoritmi concepiti per ridurre gli IAS dovuti all’oversensing cardiaco. Da una modellazione matematica degli episodi registrati, basata sull’algoritmo SMART Pass, è invece emersa una riduzione del tasso di IAS al 3,8% (a 1 anno): un valore equivalente a quello riscontrato negli studi TV-ICD. In particolare, se SMART Pass fosse stato presente in tutti i dispositivi S-ICD considerati, esso avrebbe determinato una riduzione del 57% degli IAS in generale e del 71% degli IAS causati in modo specifico da oversensing.

Infine, i dati dimostrano che il 98,0% dei pazienti non aveva sviluppato alcuna complicanza dopo il primo anno. Durante il periodo di follow-up mediano non si sono registrate infezioni endovascolari, infezioni sistemiche o guasti agli elettrodi. Tali complicanze rappresentano invece uno svantaggio notevole associato alla terapia con ICD transvenoso. Ciò evidenzia chiaramente il vantaggio derivante dall’uso dell’S-ICD in pazienti soggetti a rischio di morte cardiaca improvvisa.

Vedi anche: Studio EFFORTLESS: la sintesi di Lucas Boersma

Bibliografia

Boersma L et al. Implant and mid-term outcomes of the complete EFFORTLESS subcutaneos implantable-defibrillator cohort. Journal of the American College of Cardiology 2017;  70(7): 830 – 841.

Ultimi articoli

Due anni di AIAC: il biennio 2018 – 2020

Un video per ripercorrere i momenti più significativi e sintetizza le iniziative più importanti portate avanti dall’Associazione negli ultimi due anni.

Leggi

COVID-19 e monitoraggio remoto: lacrime di coccodrillo o nuova opportunità?

Una lettera all’editore pubblicata sulla rivista Expert Review of Medical Devices ha affrontato il tema del monitoraggio remoto dopo la pandemia.

Leggi

Monitoraggio remoto della FA nei pazienti con scompenso portatori di device: lo studio REM-HF

Un'analisi dei risultati del più grande studio randomizzato sul ruolo del monitoraggio remoto nei pazienti con insufficienza cardiaca.

Leggi