#antiaritmici

Se lo shock è inefficace… amiodarone o lidocaina?

In caso di arresto cardiaco extra-ospedaliero secondario ad aritmie ventricolari refrattarie allo shock, il ricorso ad antiaritmici, quali l’amiodarone e la lidocaina, può migliorare il successo della defibrillazione. Gli effetti, ancora poco noti, di questi farmaci sulla sopravvivenza peri-ospedaliera e gli outcome neurologici al momento della dimissione sono stati oggetto di studio di uno studio presentato al 65esimo Congresso dell'American College of Cardiology e pubblicato sul e pubblicato in contemporanea sul New England Journal of Medicine (1). 

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Quel piccolo cuore che va in fretta

Sul Giornale Italiano di Cardiologia una esaustiva rassegna sulla gestione delle tachicardie sopraventricolari in età pediatrica: come orientare i passi terapeutici a partire delle conoscenze dell’epidemiologia e delle basi elettrofisiologiche.

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Report del sondaggio sull’utilizzo di dronedarone nella fibrillazione atriale

Questo sondaggio  si proponeva di raccogliere opinioni sull’utilizzo clinico del dronedarone per pazienti affetti da fibrillazione atriale. Il sondaggio è rimasto disponibile sul sito dal settembre al gennaio scorso ed hanno risposto 97 colleghi, il 46% dei quali dichiara di essere cardiologo aritmologo ed il 43% cardiologo che esercita in ambiente ospedaliero.

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Ultimi articoli

Nuovo appuntamento con l’Angolo dell’Editoria

Giovedì 30 giugno 2022 alle ore 18.00 è previsto un nuovo appuntamento con l’Angolo dell’Editoria: ad essere presentato, il libro “Il blocco percutaneo del ganglio stellato a scopo antiaritmico. Una guida pratica” a cura di Simone Savastano.

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Verso AIAC 2022

Le novità del prossimo Congresso Nazionale dell’Associazione Il 18° Congresso Nazionale AIAC…

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Lesioni cerebrali rilevate dalla RMN e funzione cognitiva dopo ablazione di fibrillazione atriale: lo studio AXAFA-AFNET 5

Pubblicati su Circulation i risultati di un’analisi dello studio AXAFA-AFNET 5 che ha valutato la prevalenza di lesioni cerebrali ischemiche rilevate mediante RMN dopo una procedura di ablazione di fibrillazione atriale parossistica eseguita senza interrompere l’anticoagulante orale.

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