#cardioversione

L’apixaban, dalla teoria alla pratica clinica

Intervista video ad Antonio D’Onofrio, UOC Cardiologia, Ospedale Monaldi – AORN dei Colli di Napoli, Vice Presidente AIAC. Comune denominatore degli studi ad oggi condotti sull’apixaban - ARISTOTLE, AVERROES e AMPLIFY (AMPLIFY Extended) - nella fibrillazione atriale e nel tromboembolismo venoso è il giusto equilibrio tra sicurezza ed efficacia. Equilibrio che viene confermato anche nella pratica clinica, commenta Antonio D’Onofrio, sottolineando i vantaggi in termini anche di compliance e qualità di vita dei pazienti e riportando la sua esperienza personale - con 500 pazienti - dell’utilizzo di questa nuova molecola nelle procedure di cardioversione.

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I nuovi anticoagulanti orali nella cardioversione

Intervista video a Gianluca Botto, Presidente dell’Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione, Direttore della UO Elettrofisiologia, dell’Ospedale Sant’Anna di Como. Con l’arrivo della nuova generazione di anticoagulanti orali, molte delle sicurezze acquisite con gli antagonisti della vitamina K nella gestione della cardioversione sembrerebbero perse. “Uso il condizionale perché vedremo che così non è”, commenta Gianluca Botto riferendosi ai dati di uno studio molto importante con il rivaroxaban - X-VeRT - che sarà presentato a Barcellona, all’ESC Congress 2014.

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Nuovo appuntamento con l’Angolo dell’Editoria

Giovedì 30 giugno 2022 alle ore 18.00 è previsto un nuovo appuntamento con l’Angolo dell’Editoria: ad essere presentato, il libro “Il blocco percutaneo del ganglio stellato a scopo antiaritmico. Una guida pratica” a cura di Simone Savastano.

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Verso AIAC 2022

Le novità del prossimo Congresso Nazionale dell’Associazione Il 18° Congresso Nazionale AIAC…

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Lesioni cerebrali rilevate dalla RMN e funzione cognitiva dopo ablazione di fibrillazione atriale: lo studio AXAFA-AFNET 5

Pubblicati su Circulation i risultati di un’analisi dello studio AXAFA-AFNET 5 che ha valutato la prevalenza di lesioni cerebrali ischemiche rilevate mediante RMN dopo una procedura di ablazione di fibrillazione atriale parossistica eseguita senza interrompere l’anticoagulante orale.

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