#defibrillatore cardiaco

Quale ICD dura di più?

Defibrillatori e longevità: una sana e continua competizione a favore del paziente. Articolo di Matteo Ziacchi del Policlinico S. Orsola Malpighi di Bologna. L’innovazione tecnologica e la ricerca finalizzata al miglioramento della longevità dei dispositivi cardiaci impiantabili rappresentano uno degli argomenti di maggiore interesse da parte delle aziende produttrici e sono oggetto di dibattito da molti anni in ambito elettrofisiologico. Una campagna pubblicitaria di batterie stilo degli anni ‘90 di particolare successo recitava così: “D…. dura di più!”. La domanda infatti a cui tutti vogliono una risposta è: quale dispositivo dura di più? La questione è tutt’altro che semplice.

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PROSE-ICD, alla ricerca di nuovi biomarcatori

Migliorare la selezione dei pazienti che probabilmente non beneficeranno dell’impianto di ICD in prevenzione primaria adottando un set biomarcatori proteici dell’infiammazione, dell’attivazione neuroumorale e di danno cardiaco. In anteprima online su Circulation i risultati di uno studio statunitense.

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Il primo defibrillatore cardiaco completamente compatibile con la RMN

Il 15 aprile è stato impiantato in contemporanea in 70 centri aritmologici italiani Evera MRI SureScan di Medtronic, il primo e unico defibrillatore cardiaco compatibile con la risonanza magnetica "full body". Rispetto ai precedenti defibrillatori la nuova tecnologia consente al paziente di accedere, senza alcuna  restrizione di distretto corporeo, alle indagini di risonanza magnetica che è un esame clinico diventato ormai fondamentale per la corretta diagnosi di molte patologie.

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Nuovo appuntamento con l’Angolo dell’Editoria

Giovedì 30 giugno 2022 alle ore 18.00 è previsto un nuovo appuntamento con l’Angolo dell’Editoria: ad essere presentato, il libro “Il blocco percutaneo del ganglio stellato a scopo antiaritmico. Una guida pratica” a cura di Simone Savastano.

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Verso AIAC 2022

Le novità del prossimo Congresso Nazionale dell’Associazione Il 18° Congresso Nazionale AIAC…

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Lesioni cerebrali rilevate dalla RMN e funzione cognitiva dopo ablazione di fibrillazione atriale: lo studio AXAFA-AFNET 5

Pubblicati su Circulation i risultati di un’analisi dello studio AXAFA-AFNET 5 che ha valutato la prevalenza di lesioni cerebrali ischemiche rilevate mediante RMN dopo una procedura di ablazione di fibrillazione atriale parossistica eseguita senza interrompere l’anticoagulante orale.

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