#ICD

Il peso del sesso nei benefici dell'ICD

Le donne ricevono meno shock appropriati dal defibrillatore cardioverter rispetto agli uomini. Secondo un recente studio pubblicato su Europace andrebbe tenuto conto di questa differenza di genere nella selezione dei pazienti candidati all'impianto dell'ICD.

Leggi

Più parametri per migliorare l’appropriatezza nell’impiego degli ICD

Intervista a Maurizio Lunati, Dipartimento Cardiotoracovascolare “A. De Gasperis”, A.O. Ospedale Niguarda Ca’ Granda, Milano. L’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) ha pubblicato un position paper con le considerazioni su una valutazione poliparametrica nella stratificazione del rischio di morte improvvisa per l’indicazione all’impianto di cardioverter-defibrillatore in prevenzione primaria, nella disfunzione ventricolare sinistra di origine ischemica e non ischemica. In che percentuale i pazienti a cui è stato impiantato un defibrillatore ricevono un intervento "salvavita" del device? In una percentuale abbastanza rilevante sulla base degli studi pubblicati, ma in una percentuale è decisamente più bassa se facciamo riferimento alle evidenze del real world. Un lavoro molto recente che raccolto i dati del Danish Register ha rilevato che la percentuale dei pazienti con impianto di ICD in prevenzione primaria che hanno ricevuto un intervento salvavita è molto inferiore a quella stimata. Di fatto la maggior parte dei pazienti sottoposti ad impianto di ICD, secondo i criteri delle attuali linee guida, non riceve interventi appropriati dell’ICD nel corso del follow-up e quindi nessun beneficio dall’impianto, pur essendo esposti agli effetti indesiderati dell’ICD.

Leggi

Il defibrillatore indossabile nel mondo reale

Dal Registro indipendente WEARIT-II arrivano nuove conferme sull’efficacia e sicurezza del defibrillatore cardiaco indossabile nei pazienti ad alto rischio di morte cardiaca improvvisa durante il periodo di stratificazione del rischio per l’impianto di ICD.  I primi risultati sulla rivista Circulation.

Leggi

Impianti di ICD senza test di defibrillazione

Il test di defibrillazione durante l'impianto di ICD non è più necessario: lo studio SIMPLE, pubblicato sul Lancet, conferma l'appropriatezza di un approccio già ampiamente adottato dagli elettrofisiologi italiani. Michele Brignole commenta che "il connubio tra un forte razionale scientifico e studi osservazionali di alta qualità possa appropriatamente anticipare cambiamenti dello standard di cura, prima ancora delle forti raccomandazioni basate sull’evidenza clinica ottenuta da grandi studi randomizzati".

Leggi

ICD e training aerobico in sicurezza

L’esercizio aerobico moderato nei pazienti portatori di defibrillatore cardioverter impiantabile è sicuro e migliora significativamente la performance cardiaca, senza causare shock o ospedalizzazioni. Nuove rassicurazioni vengono da un trial randomizzato pubblicato in anteprima online dalla rivista Circulation.

Leggi

PROSE-ICD, alla ricerca di nuovi biomarcatori

Migliorare la selezione dei pazienti che probabilmente non beneficeranno dell’impianto di ICD in prevenzione primaria adottando un set biomarcatori proteici dell’infiammazione, dell’attivazione neuroumorale e di danno cardiaco. In anteprima online su Circulation i risultati di uno studio statunitense.

Leggi

Con il telemonitoraggio… la vacanza ci guadagna!

Intervista video a Renato Pietro Ricci, ACO San Filippo Neri di Roma, Area Telecardiologia dell’AIAC. Il paziente portatore di device cardiaco impiantabile potrebbe avere delle remore ad andare in vacanza per paura di trovarsi in condizioni di difficoltà e rischio. "Ma la tecnologia ci aiuta tantissimo", rassicura Renato Pietro Ricci, chairman dell'Area Telecardiologia dell'AIAC, spiegando l'impatto dei sistemi di controllo remoto sulla qualità di vita del portatore di device e quali consigli dare al paziente. Il paziente può dunque partire serenamente, anche per un lungo viaggio, perché i sistemi di telemonitoraggio lo proteggono anche lontano da casa.

Leggi

Complicanze post impianto

Uno studio di coorte danese pubblicato su European Heart Journal, evidenzia che le complicanze post impianto di dispositivi elettronici – ICD, pacemaker e CRT – sono più frequenti di quanto stimato da precedenti studi. Tra i fattori predittivi di rischio il volume procedurale dei centri.

Leggi

Ultimi articoli

Pacemaker leadless: la survey AIAC

AIAC promuove una nuova survey sul pacemaker leadless per indagare sulla pratica clinica dei centri italiani.

Leggi

Ablazione della fibrillazione atriale: la pratica clinica è lontana dalle Linee Guida?

La Task Force Ablazione della Fibrillazione Atriale dell’AIAC ha promosso una survey per tutti i centri italiani che eseguono l'ablazione della fibrillazione atriale.

Leggi

Quali sono le cause di sincope nei portatori di pacemaker?

Un registro prospettico, multicentrico promosso da AIAC ha indagato le cause di recidive sincopali in una popolazione di pazienti sottoposti ad impianto di pacemaker per sincope di origine bradiaritmica.

Leggi