#ictus cardioembolico

All’origine del “rischio residuo”

Probabilmente il rischio residuo di ictus in pazienti con fibrillazione atriale in terapia anticoagulante potrebbe non essere dovuto al fallimento della terapia ma piuttosto a un rischio di ictus basale che è indipendente dall’aritmia e delle condizioni ad essa associate. Diverso invece il discorso sulla mortalità. Queste in sintesi le conclusione di uno studio di coorte pubblicato in anteprima online sul JAMA Cardiology a firma di Ben Freedman della University of Sydney e colleghi.

Leggi

Stroke e FA: neurologi e cardiologi insieme

Intervista a Valeria Caso, Medicina interna e vascolare - Stroke Unit, AO di Perugia, Università di Perugia, e Fabrizio Ammirati, direttore di UOC Cardiologia dell’Ospedale G.B. Grassi di Ostia (Roma), co-chairman dell’area AIAC Interazioni Cuore-Cervello.

Leggi

Un cuore a norma di legge

La normativa italiana sui dispositivi impiantabili ha 22 anni e non è mai stata aggiornata, con gravi ricadute sulla salute del paziente. Il 7 novembre si è svolto a Roma, il convegno "Benefici clinici ed economici dei dispositivi medici impiantabili: revisioni legislative. Un percorso possibile per il trattamento della fibrillazione atriale e dell’ictus cardioembolico", organizzato dall'Associazione culturale "Giuseppe Dossetti: i Valori".

Leggi

Ultimi articoli

Nuovo appuntamento con l’Angolo dell’Editoria

Giovedì 30 giugno 2022 alle ore 18.00 è previsto un nuovo appuntamento con l’Angolo dell’Editoria: ad essere presentato, il libro “Il blocco percutaneo del ganglio stellato a scopo antiaritmico. Una guida pratica” a cura di Simone Savastano.

Leggi

Verso AIAC 2022

Le novità del prossimo Congresso Nazionale dell’Associazione Il 18° Congresso Nazionale AIAC…

Leggi

Lesioni cerebrali rilevate dalla RMN e funzione cognitiva dopo ablazione di fibrillazione atriale: lo studio AXAFA-AFNET 5

Pubblicati su Circulation i risultati di un’analisi dello studio AXAFA-AFNET 5 che ha valutato la prevalenza di lesioni cerebrali ischemiche rilevate mediante RMN dopo una procedura di ablazione di fibrillazione atriale parossistica eseguita senza interrompere l’anticoagulante orale.

Leggi