#ictus cerebrale

L'attesa rimborsabilità del dabigatran etexilato

L’Agenzia Italiana del Farmaco ha concesso la rimborsabilità al dabigatran etexilato per la prevenzione dell'ictus cerebrale da fibrillazione atriale. È il primo anticoagulante orale di nuova generazione ad essere approvato dalla Agenzia Europea per i medicinali (agosto 2011) dopo oltre 50 anni.

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La relazione cuore e cervello

Intervista video a Fabrizio Ammirati, Direttore UO di Cardiologia, Ospedale G.B. Grassi, Azienda Usl Roma D. Nella grande famiglia dell’AIAC è nata una nuova area di ricerca e lavoro incentrata sull’interazione cuore-cervello. “Attraverso una partnership con i neurologi si vuole creare una rete di stroke unit e aritmologie per la prevenzione dell’ictus non solo in fase primaria ma anche secondaria”, commenta Fabrizio Ammirati. Importante l’uso di dispositivi di monitoraggio prolungato per diagnosticare precocemente in pazienti che hanno giù avuto un ictus quelle aritmie silenti che aumentano il rischio di recidiva.

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Ultimi articoli

Blocco percutaneo del ganglio stellato per il trattamento dello storm aritmico: lo studio STAR

Lo storm aritmico è un'emergenza clinica con scarse opzioni terapeutiche. Lo studio STAR (STellate ganglion block for Arrhythmic stoRm), è un importante studio multicentrico italiano, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sull’European Journal of Cardiology, sulla sicurezza e l’efficacia del blocco percutaneo del ganglio stellato nel trattamento dello storm aritmico.

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Apixaban per la prevenzione dello stroke nella fibrillazione atriale subclinica: lo studio ARTESIA

Recentemente pubblicati sul NEJM i risultati dello studio ARTESIA, trial clinico sul beneficio della terapia anticoagulante orale nei pazienti con fibrillazione atriale subclinica di breve durata e asintomatica per la prevenzione dello stroke.

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Ablazione della fibrillazione atriale parossistica: elettroporazione, radiofrequenza e crioenergia a confronto

L’elettroporazione (PFA) per la cura delle aritmie è recentemente emersa come nuova tecnica ablativa in grado di colpire selettivamente il tessuto cardiaco senza utilizzare una energia “termica”. Nell'articolo recentemente pubblicato di Della Rocca et al. è stata studiata una popolazione real-world di pazienti con fibrillazione atriale ed eseguita una analisi “propensity-score-matched” confrontando PFA, radiofrequenza e crioenergia.

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