#mappaggio non fluoroscopico

La navigazione con CARTO-UNIVU

Sicurezza e riduzione delle dosi di radiazioni ionizzanti, a cui sono esposti pazienti e operatori, con il nuovo software CARTO-UNIVU nell’ablazione di diverse forme di aritmie cardiache. L’esperienza di un singolo centro sulla rivista Europace.

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Il mappaggio per il trattamento delle aritmie cardiache

Intervista video a Maurizio Del Greco, Direttore UO Cardiologia, Ospedale di Rovereto (Trento). Il sistema di mappaggio elettroanatomico rappresenta il cuore del laboratorio di elettrofisiologia. Grazie alla continua evoluzione tecnologica si profila come un efficace sistema di supporto nelle procedure di ablazioni delle aritmie cardiache, spiega Maurizio Del Greco all'XI Congresso Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione. La scelta di adottare tecniche di mappaggio non fluoroscopico può portare a un abbattimento dell'80% dell'esposizione alle radiazioni, sia dei pazienti sia degli operatori sanitari.

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Blocco percutaneo del ganglio stellato per il trattamento dello storm aritmico: lo studio STAR

Lo storm aritmico è un'emergenza clinica con scarse opzioni terapeutiche. Lo studio STAR (STellate ganglion block for Arrhythmic stoRm), è un importante studio multicentrico italiano, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sull’European Journal of Cardiology, sulla sicurezza e l’efficacia del blocco percutaneo del ganglio stellato nel trattamento dello storm aritmico.

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Apixaban per la prevenzione dello stroke nella fibrillazione atriale subclinica: lo studio ARTESIA

Recentemente pubblicati sul NEJM i risultati dello studio ARTESIA, trial clinico sul beneficio della terapia anticoagulante orale nei pazienti con fibrillazione atriale subclinica di breve durata e asintomatica per la prevenzione dello stroke.

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Ablazione della fibrillazione atriale parossistica: elettroporazione, radiofrequenza e crioenergia a confronto

L’elettroporazione (PFA) per la cura delle aritmie è recentemente emersa come nuova tecnica ablativa in grado di colpire selettivamente il tessuto cardiaco senza utilizzare una energia “termica”. Nell'articolo recentemente pubblicato di Della Rocca et al. è stata studiata una popolazione real-world di pazienti con fibrillazione atriale ed eseguita una analisi “propensity-score-matched” confrontando PFA, radiofrequenza e crioenergia.

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