#raggi zero

Procedure a esposizione radiologica. La survey AIAC

Sarà presto pubblicata sul sito dell'Associazione una survey finalizzata a indagare la situazione italiana in merito a procedure e modalità di utilizzo delle apparecchiature radiologiche e la conoscenza della radioprotezione. Il commento e l'invito a partecipare di Maurizio Del Greco.

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Stand Raggi Zero

In occasione del XII Congresso Nazionale AIAC, l’Area Raggi Zero dell'AIAC promuove la prima raccolta nazionale di dati relativi alle misure di radioprotezione adottate nei laboratori di Aritmologia interventistica italiani, aperto sia ai medici che a infermieri e tecnici di sala.

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Di cosa abbiamo parlato?

Cari amici, con l’augurio di trascorrere delle serene e meritate vacanze per chi fosse in procinto di partire e con un caloroso ben tornato per chi di voi invece fosse già rientrato, cogliamo l’occasione per riassumere e riproporvi i temi approfonditi sul nostro sito nei primi sette mesi del 2014.

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Ablazioni a raggi zero?

L’ablazione transcatetere rappresenta ad oggi la terapia di prima scelta per la cura di molte aritmie cardiache, tuttavia il posizionamento degli elettrocateteri all’interno delle cavità cardiache e la loro visualizzazione durante le procedure avviene tramite l’uso della fluoroscopia. L’esposizione quindi alle radiazioni ionizzanti può essere anche molto prolungata con conseguenti danni biologici per il paziente e gli operatori.

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Ultimi articoli

L’AIAC su Il Sole 24 Ore

Scarica il redazionale dell'AIAC, dal titolo  “Accesso all’innovazione in aritmologia, nuove tecnologie e nuovi farmaci al servizio del paziente”, pubblicato su Il Sole 24 Ore – Scenari “Guida Salute“.

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Il processo decisionale nella gestione degli ICD nel fine vita

Uno studio degli aspetti relativi alla gestione degli ICD nelle fasi terminali delle malattie e degli eventuali fattori associati all'occorrere di un colloquio con il medico circa il fine vita.

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Disattivazione dei CIED nel fine vita: realtà o solo raccomandazioni?

La maggior parte dei CIED rimane attiva nelle fasi terminali della malattia e il 25% dei pazienti sperimenta uno shock nelle 24 ore prima del decesso.

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