#sindrome del QT lungo

Alto rischio aritmico e decision making con la genetica

Intervista video a Peter Schwartz, Direttore Centro per lo studio e la cura delle aritmie cardiache di origine genetica, IRCCS Istituto Auxologico Italiano di Milano. La sindrome del QT lungo, la prima causa di morte improvvisa sotto i 20 anni, è un classico esempio di complessità in Aritmologia dove la genetica può essere di grande aiuto nelle decisioni diagnostiche e terapeutiche che riguardano la vita di pazienti ad alto rischio aritmico. Al XIII Congresso dell’AIAC, Peter Schwartz ha presentato due casi esemplificativi

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Canalopatie cardiache? Via libera al sesso

Eventi cardiaci potenzialmente pericolosi durante l’attività sessuale del paziente con CPVT sono rarissimi e ancora meno rari nei pazienti con QT lungo. Nuove conferme per rassicurare i propri pazienti vengono da un ampio studio di coorte sul Journal of Cardiovascular Electrophosiology.

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Quando l’ECG basale suggerisce il rischio di morte improvvisa

Sul Giornale Italiano di Cardiologia un’interessante rassegna esplora il ruolo diagnostico e predittivo dell’ECG nelle principali patologie aritmogene ereditarie, quali la sindrome del QT lungo e corto, la sindrome di Brugada e la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro. Una tecnologia a basso costo che permette spesso di estrapolare le informazioni più importanti per l’inquadramento dei pazienti e la loro gestione clinica.

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Nuove alleanze in casa AIAC

In casa AIAC prende posto una nuova Area di lavoro dedicata alla genetica delle aritmie sotto la guida di Peter Schwartz come chairman. Tre gli obiettivi della neonata Area Genetica delle aritmie: facilitare la diagnosi clinica e molecolare di aritmie poco frequenti per curare meglio e tempestivamente il paziente, promuovere la ricerca collaborativa con i soci AIAC e accrescere la produttività scientifica che contribuirà in modo significativo al riconoscimento e prestigio internazionale dell’Associazione.

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La sindrome del QT lungo: betabloccanti a confronto

I betabloccanti non si equivalgono nel trattamento della sindrome del QT lungo di tipo 1 e di tipo 2. Uno studio multicentrico pubblicato sul Journal of the American College of Cardiology conclude che il propranololo è il più efficace in termini di riduzione dell'intervallo QTc. Nei pazienti sintomatici il metoprololo si associa a un maggior rischio di eventi cardiaci rilevanti.

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Impatto della pandemia COVID-19 sull’uso del monitoraggio remoto in Italia: la survey AIAC

Sul Journal of Clinical Medicine sono stati pubblicati i risultati della survey AIAC sull'impatto della pandemia COVID-19 sulla diffusione del monitoraggio remoto dei dispositivi cardiaci impiantabili e della telecardiologia in Italia.

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ICD temporaneo esterno come terapia ponte nei pazienti sottoposti ad espianto di ICD per infezione

Sono stati pubblicati su Pacing and Clinical Electrophysiology i risultati di un’esperienza multicentrica italiana sull'efficacia e la sicurezza di un ICD temporaneo esterno come terapia ponte nei pazienti sottoposti ad espianto di ICD per infezione.

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Gestione dell’esposizione radiologica in elettrofisiologia in Italia: la survey AIAC

I risultati di una survey a diffusione nazionale promossa dall’Area “Raggi Zero” dell’AIAC sulla gestione dell’esposizione radiologica in elettrofisiologia in Italia sono stati recentemente pubblicati sul Journal of Cardiovascular Medicine.

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