#Sindrome di Brugada

Ripolarizzazione precoce e familiarità per morte cardiaca improvvisa

La ripolarizzazione precoce è un pattern elettrocardiografico di comune riscontro, la cui prevalenza è significativamente maggiore fra i pazienti sopravvissuti ad arresto cardiaco. Uno studio recente, pubblicato sulla rivista Circulation: Arrhythmia and Electrophisiology, valuta la prevalenza e le caratteristiche fenotipiche di tale pattern nei familiari di pazienti deceduti per morte cardiaca improvvisa su base aritmica.

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Il valore predittivo dello studio elettrofisiologico nel Brugada

Intervista a Pietro Delise, Casa di Cura Pederzoli, Peschiera del Garda (Verona) La rivista Circulation ha pubblicato in anteprima online uno studio internazionale che ha visto la partecipazione di più Centri aritmologici italiani che vuole fare chiarezza sul valore prognostico dello studio elettrofisiologico endocavitario nei pazienti con Brugada (1). Perché questa necessità?

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Quando l’ECG basale suggerisce il rischio di morte improvvisa

Sul Giornale Italiano di Cardiologia un’interessante rassegna esplora il ruolo diagnostico e predittivo dell’ECG nelle principali patologie aritmogene ereditarie, quali la sindrome del QT lungo e corto, la sindrome di Brugada e la cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro. Una tecnologia a basso costo che permette spesso di estrapolare le informazioni più importanti per l’inquadramento dei pazienti e la loro gestione clinica.

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L’AIAC su Il Sole 24 Ore

Scarica il redazionale dell'AIAC, dal titolo  “Accesso all’innovazione in aritmologia, nuove tecnologie e nuovi farmaci al servizio del paziente”, pubblicato su Il Sole 24 Ore – Scenari “Guida Salute“.

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Il processo decisionale nella gestione degli ICD nel fine vita

Uno studio degli aspetti relativi alla gestione degli ICD nelle fasi terminali delle malattie e degli eventuali fattori associati all'occorrere di un colloquio con il medico circa il fine vita.

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Disattivazione dei CIED nel fine vita: realtà o solo raccomandazioni?

La maggior parte dei CIED rimane attiva nelle fasi terminali della malattia e il 25% dei pazienti sperimenta uno shock nelle 24 ore prima del decesso.

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