#tachicardia ventricolare

Squadra che non vince si cambia: quando l’amiodarone non è sufficiente…

L’impianto dell’ICD nei pazienti sopravvissuti ad un infarto miocardico con funzione sistolica depressa è la strategia di prima scelta per la prevenzione primaria della morte cardiaca improvvisa. Tuttavia, alcuni pazienti possono presentare tachicardie ventricolari ricorrenti nonostante una terapia antiaritmica. Lo studio VANISH, pubblicato sul New England Journal of Medicine, valuta l’efficacia dell’ablazione mediante catetere rispetto al solo potenziamento della terapia antiaritmica in pazienti con episodi ricorrenti di tachicardia ventricolare portatori di ICD.

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Se lo shock è inefficace… amiodarone o lidocaina?

In caso di arresto cardiaco extra-ospedaliero secondario ad aritmie ventricolari refrattarie allo shock, il ricorso ad antiaritmici, quali l’amiodarone e la lidocaina, può migliorare il successo della defibrillazione. Gli effetti, ancora poco noti, di questi farmaci sulla sopravvivenza peri-ospedaliera e gli outcome neurologici al momento della dimissione sono stati oggetto di studio di uno studio presentato al 65esimo Congresso dell'American College of Cardiology e pubblicato sul e pubblicato in contemporanea sul New England Journal of Medicine (1). 

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Nuovo appuntamento con l’Angolo dell’Editoria

Giovedì 30 giugno 2022 alle ore 18.00 è previsto un nuovo appuntamento con l’Angolo dell’Editoria: ad essere presentato, il libro “Il blocco percutaneo del ganglio stellato a scopo antiaritmico. Una guida pratica” a cura di Simone Savastano.

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Verso AIAC 2022

Le novità del prossimo Congresso Nazionale dell’Associazione Il 18° Congresso Nazionale AIAC…

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Lesioni cerebrali rilevate dalla RMN e funzione cognitiva dopo ablazione di fibrillazione atriale: lo studio AXAFA-AFNET 5

Pubblicati su Circulation i risultati di un’analisi dello studio AXAFA-AFNET 5 che ha valutato la prevalenza di lesioni cerebrali ischemiche rilevate mediante RMN dopo una procedura di ablazione di fibrillazione atriale parossistica eseguita senza interrompere l’anticoagulante orale.

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