#trombosi  venosa  profonda

NAO, fibrillazione atriale e trombosi venosa

Intervista video a Claudio Cimminiello, AO di Desio e Vimercate. I nuovi anticoagulanti orali (NAO) rappresentano una delle più importanti innovazioni terapeutiche dell’ultimo decennio sia nella prevenzione degli eventi tromboembolici nei pazienti con fibrillazione atriale, sia nella prevenzione della trombosi venosa profonda e dell’embolia polmonare. L’esperienza diretta con questa nuova classe di farmaci ha avviato una serie di studi per valutare nel mondo reale il rapporto rischio/benefici dei NAO e le differenze tra i diversi anticoagulanti ad oggi disponibili. I profili di efficacia e sicurezza dei NAO e le differenze tra le diverse molecole vengono ampiamente confermati nel real world.

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Nuove rimborsabilità del rivaroxaban

L'Agenzia Italiana del Farmaco ha approvato, con inserimento in Gazzetta Ufficiale del 29 agosto 2013 (serie generale numero 202), l'immissione in commercio del nuovo anticoagulante orale rivaroxaban della Bayer Healthcare con le seguenti indicazioni terapeutiche.

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Blocco percutaneo del ganglio stellato per il trattamento dello storm aritmico: lo studio STAR

Lo storm aritmico è un'emergenza clinica con scarse opzioni terapeutiche. Lo studio STAR (STellate ganglion block for Arrhythmic stoRm), è un importante studio multicentrico italiano, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati sull’European Journal of Cardiology, sulla sicurezza e l’efficacia del blocco percutaneo del ganglio stellato nel trattamento dello storm aritmico.

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Apixaban per la prevenzione dello stroke nella fibrillazione atriale subclinica: lo studio ARTESIA

Recentemente pubblicati sul NEJM i risultati dello studio ARTESIA, trial clinico sul beneficio della terapia anticoagulante orale nei pazienti con fibrillazione atriale subclinica di breve durata e asintomatica per la prevenzione dello stroke.

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Ablazione della fibrillazione atriale parossistica: elettroporazione, radiofrequenza e crioenergia a confronto

L’elettroporazione (PFA) per la cura delle aritmie è recentemente emersa come nuova tecnica ablativa in grado di colpire selettivamente il tessuto cardiaco senza utilizzare una energia “termica”. Nell'articolo recentemente pubblicato di Della Rocca et al. è stata studiata una popolazione real-world di pazienti con fibrillazione atriale ed eseguita una analisi “propensity-score-matched” confrontando PFA, radiofrequenza e crioenergia.

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