#Warfarin

Bridging or no bridging, questo è il dilemma!

Lo studio BRIDGE pubblicato sul NEJM entra nel merito della delicata gestione perioperatoria nei pazienti affetti da fibrillazione atriale in terapia anticoagulante orale: la strategia no bridging è paragonabile alla terapia ponte in termini di prevenzione di eventi tromboembolici, ma si traduce in un maggiore riduzione del rischio di sanguinamenti maggiori.

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All’origine del “rischio residuo”

Probabilmente il rischio residuo di ictus in pazienti con fibrillazione atriale in terapia anticoagulante potrebbe non essere dovuto al fallimento della terapia ma piuttosto a un rischio di ictus basale che è indipendente dall’aritmia e delle condizioni ad essa associate. Diverso invece il discorso sulla mortalità. Queste in sintesi le conclusione di uno studio di coorte pubblicato in anteprima online sul JAMA Cardiology a firma di Ben Freedman della University of Sydney e colleghi.

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Anticoagulanti orali e gravidanza

Intervista video a Antonio D’Onofrio, UOC Cardiologia, Ospedale Monaldi – AORN dei Colli di Napoli, Vice Presidente AIAC, al XII Congresso AIAC. La gravidanza è una condizione clinica caratterizzata da un aumento fisiologico della coagulabilità del sangue e, conseguentemente, della possibilità di trombosi arteriose e venose. Il trattamento e la profilassi della formazione di emboli con warfarin deve essere sospeso in alcune fasi della gravidanza per gli effetti teratogeni del farmaco.

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RE-LY: solo piccole correzioni?

A fine settembre, in una lettera al NEJM, gli investigator di RE-LY chiariscono che una revisione dei dati ha cambiato di poco gli esiti dello studio sulla sicurezza del dabigatran. In questi giorni sono stati pubblicati i risultati di nuove analisi sulla sicurezza del nuovo anticoagulante.

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Il rivaroxaban in alternativa al warfarin nell’ablazione per FA

Nei pazienti che devono essere sottoposti all’isolamento delle vene polmonari mediante ablazione transcatetere a radiofrequenza per fibrillazione atriale (FA), il rivaroxaban può essere usato in sicurezza in alternativa alla somministrazione continua di warfarin durante l’anticoagulazione periprocedurale. Uno studio prospettico multicentrico pubblicato sul Journal of American College of Cardiology dimostra infatti che non c’è un rischio aumentato di complicanze tromboemboliche o emorragiche con l’uso del rivaroxaban rispetto alla terapia ininterrotta con warfarin.

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ICD temporaneo esterno come terapia ponte nei pazienti sottoposti ad espianto di ICD per infezione

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I risultati di una survey a diffusione nazionale promossa dall’Area “Raggi Zero” dell’AIAC sulla gestione dell’esposizione radiologica in elettrofisiologia in Italia sono stati recentemente pubblicati sul Journal of Cardiovascular Medicine.

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