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Dalla letteratura

“Tecnica Shift and Cover”: un metodo conservativo per gestire le complicanze dell’S-ICD

Il rischio di complicanze con il defibrillatore impiantabile sottocutaneo (S-ICD) è inferiore a quello riscontrato con gli ICD convenzionali. Ma proprio a causa della bassa frequenza di complicanze, l'esperienza su come gestirle è altrettanto limitata. L’articolo recentemente pubblicato da Droghetti et al. riempie questo vuoto informativo raccogliendo una serie di complicanze registrate in 14 pazienti con S-ICD proponendo un approccio conservativo alla loro gestione. Le complicanze presentate…

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S-ICD: efficacia degli shock real-world

In questo aggiornamento sono riportati i più recenti real-world data sulle prestazioni dell’S-ICD che possono essere applicati alla pratica clinica portando a un conseguente miglioramento nell’outcome dei pazienti. In prima battuta, sono descritti i risultati di due analisi retrospettive dal registro osservazionale Rhythm Detect. 1,2 La prima indaga l’efficacia dello shock in acuto in base alla tecnica di impianto,1 la seconda valuta l’effetto…

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Il confronto tra S-ICD e TV-ICD alla luce degli studi PRAETORIAN e UNTOUCHED

Lo studio PRAETORIAN (A PRospective, rAndomizEd Comparison of subcuTaneOous and tRansvenous ImplANtable Cardioverter Defibrillator Therapy)1 è stato il primo studio randomizzato ad aver effettuato un confronto fra le prestazioni dell’S-ICD con quelle dei TV-ICD. Allo scopo sono stati arruolati 849 pazienti tra il 2011 e il 2017 in Europa e Stati Uniti. L’ipotesi dello studio era quella di verificare la non inferiorità dell’S-ICD in confronto al TV-ICD rispetto ai principali…

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Esecuzione del test di defibrillazione durante le procedure di impianto di T-ICD e S-ICD nella pratica clinica italiana

Il test di defibrillazione (DT) è stato tradizionalmente parte della procedura di impianto del defibrillatore cardioverter impiantabile (ICD), al fine di confermare un'adeguata defibrillazione. Tuttavia, studi storici1-3 hanno dimostrato la non inferiorità dell'omissione del test per quanto riguarda la morte e l'efficacia dello shock negli ICD transvenosi (T-ICD). Secondo le attuali linee guida, il DT può essere quindi omesso nei pazienti sottoposti a impianto di T-ICD,…

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Impatto della non esecuzione del test di defibrillazione post impianto S-ICD: studio caso controllo propensity matched

Per i defibrillatori cardioverter impiantabili transvenosi è stata dimostrata la non inferiorità della mancata esecuzione del test di defibrillazione (DT) al momento dell'impianto.1 Per il defibrillatore impiantabile sottocutaneo (S-ICD), efficace alternativa al transvenoso,2 è invece ancora richiesta l’esecuzione del test di defibrillazione.3 Lo studio di Bianchi et al.4 ha valutato l’outcome di pazienti S-ICD non sottoposti a test di defibrillazione…

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Defibrillatori impiantabili: accettazione del paziente del dispositivo sottocutaneo rispetto a quello transvenoso

I defibrillatori cardioverter impiantabili (ICD) sono una terapia consolidata per la prevenzione della morte cardiaca improvvisa. Tuttavia, il distress psicologico correlato all'impianto del dispositivo incide negativamente sulla qualità della vita dei pazienti che ricevono l’indicazione all’ICD. Inoltre, è noto come, in alcuni specifici sottogruppi di pazienti (donne, soggetti più magri, pazienti più giovani), il dispositivo provochi un livello di ansia maggiore, a causa delle preoccupazioni…

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S-ICD: conferme di efficacia e sicurezza  

Nuove conferme sulla efficacia e sicurezza dell’S-ICD arrivano da due studi e un registro prospettico: non inferiorità dell’S-ICD rispetto al TV-ICD, meno complicanze correlate al dispositivo, basso tasso di shock inappropriati e una buona efficacia di shock appropriati in situazioni di vita reale. Non-inferiorità di S-ICD rispetto a TV-ICD nel primo studio prospettico randomizzato di confronto diretto Lo studio PRAETORIAN fornisce dati di confronto diretto randomizzati…

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S-ICD nei bambini e negli adolescenti: i risultati del “Monaldi Care”

S-ICS e bambini

Il defibrillatore sottocutaneo (S-ICD) può essere utilizzato in alcuni bambini di età superiore agli 8 anni e negli adulti, con un tasso simile di effetti indesiderati e una prima evidenza di apparente efficacia. Questi i risultati di uno studio basato sul registro S-ICD “Monaldi Care” dell’Ospedale Monaldi, pubblicati di recente sulla rivista Journal of Interventional Cardiac Electrophysiology. Sebbene numerosi studi abbiano già dimostrato la sicurezza e l’efficacia…

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S-ICD: 40 J a volte possono bastare

S-ICD a 40 J possono bastare

Il registro italiano Rhythm Detect, ha valutato invece l’efficacia del dispositivo ad un’energia pari a 40 J indagando anche l’associazione tra l’efficacia dello shock, le caratteristiche cliniche dei pazienti impiantati e il posizionamento del sistema.

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