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Le possibilità di trattamento delle aritmie cardiache sono sia farmacologiche che non farmacologiche.

Negli ultimi anni sono stati fatti enormi progressi nella terapia delle aritmie utilizzando dispositivi impiantabili sempre più sofisticati ed efficaci (pacemaker e defibrillatori impiantabili) e tecniche di intervento di tipo “chirurgico” che possono essere eseguite per via percutanea, con minimo disagio per il paziente (ablazione transcatetere).

Queste  soluzioni consentono di trattare la maggior parte delle aritmie cardiache con eccellenti risultati ed un basso rischio di complicanze.

 

farmaci antiaritmici

Le aritmie possono essere trattate mediante la somministrazione di farmaci che sono pertanto chiamati antiaritmici. Il loro effetto consiste nel modificare le proprietà elettriche del cuore e la sua risposta agli stimoli, in modo da prevenire o interrompere le aritmie. L’effetto è ottenuto alterando la risposta dei canali che permettono alle cellule di far circolare molecole con carica elettrica (gli ioni), responsabili dell’attività elettrica dei tessuti.

Per ablazione si intende la distruzione di parti del muscolo cardiaco mediante energia fisica liberata da un catetere. Questo catetere, detto appunto ablatore, viene posizionato per via percutanea in corrispondenza di un punto critico perché si produca l’aritmia da cui è affetto il paziente ed eliminandolo cura l’aritmia stessa. La fonte di energia utilizzata è al momento la radiofrequenza nella quasi totalità dei casi; molto più raramente si usa la crioablazione. 

La parola pacemaker viene dall’inglese, significa generatore di impulsi (pace = impulso, maker = generatore). Infatti il pacemaker è un piccolo dispositivo elettronico che serve a generare impulsi elettrici e stimolare il cuore e quindi a farlo attivare alla frequenza necessaria a fargli pompare la quantità di sangue richiesta quando non è in grado di farlo da solo.
In presenza di una bradiaritmia che produca dei sintomi oppure una condizione di rischio per il paziente, l’impianto di un pacemaker normalizzare il ritmo cardiaco trattando il problema in via risolutiva.

Il defibrillatore automatico impiantabile (detto anche ICD) è un apparecchio molto sofisticato che serve a trattare le aritmie ventricolari maligne. Si tratta di un piccolo dispositivo elettronico che osserva costantemente tutti i battiti del cuore ed interviene quando rileva un’aritmia grave.

Negli ultimi anni, ai tradizionali ICD transvenosi (TV-ICD) si sono aggiunti gli ICD sottocutanei (S-ICD), i quali permettono di erogare la terapia di defibrillazione in assenza di elettrocateteri posizionati all’interno del cuore.

Negli ultimi anni, in Italia ed in tutto il mondo industrializzato, i pazienti in terapia anticoagulante orale (TAO) sono sempre più numerosi. La TAO rappresenta, infatti, un trattamento di fondamentale importanza nella cura e nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e di quelle a rischio tromboembolico in particolare.

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